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Ship Slash o bicancellazione? Nuove grammatiche tra prime time generalista e streaming culture

a cura di Stefano Guerini Rocco

Introduzione

Canale

Rai Uno

Disponibile per lo streaming
Anni

2021-in produzione

Stagioni/Episodi

2 stagioni: 12 episodi a stagione

Adattamento

basato sulla serie catalana Merlí (2015-18)

Regia

Alessandro D’Alatri (Prima stagione); Alessandro Casale (Seconda stagione)

Sceneggiatura

Sandro Petraglia, Valentina Gaddi, Sebastiano Melloni, Fidel Signorile

Produzione

Rai Fiction, Banijay Studios Italy

Fotografia

Roberto Meddi, Federico Angelucci (Prima stagione); Davide Sondelli (Prima e seconda stagione)

Montaggio

Emiliano Ballardini (Prima stagione); Valentina Girodo (Seconda stagione)

Musica

Riccardo Eberspacher (Prima stagione); Andrea Farri (Seconda stagione); Francesco Gabbani (Sigla)

Cast

Alessandro Gassmann, Claudia Pandolfi, Nicolas Maupas, Damiano Gavino, Domenico Cuomo, Christiane Filangeri, Pia Engleberth, Elisa Cocco, Alice Lupparelli, Margherita Aresti, Khadim Faye, Francesca Cavallin, Thomas Trabacchi

Distribuzione

Rai

Galleria immagini

Locandina

Trailer

Pressbook

Seconda stagione

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi

Narrazione & personaggi

Adattamento della spagnola Merlì (TV3, 2015-2018), la serie vede come protagonista Dante, un insegnante di filosofia le cui vicende personali – di padre, compagno, figlio, insegnante – costituiscono l’asse centrale della narrazione attorno al quale ruotano anche le storie di un gruppo di studenti e studentesse. Costruita su un impianto generalista, dunque destinata al prime-time di Rai Uno per un pubblico trasversale, la serie riesce comunque a integrare tematiche care alla sensibilità della Gen Z – come identità di genere, orientamento sessuale, body positivity, benessere mentale, social dysmorphia, revenge porn, immigrazione di seconda generazione, violenza simbolica nei contesti scolastici. L’apertura a questi temi avviene sempre attraverso i personaggi adolescenti, sebbene spesso rimangano secondari: si pensi al personaggio di Luna, che affronta il rapporto con la propria immagine corporea e la pressione degli standard estetici imposti dai social; oppure a Rayan, ragazzo di origine africana, che racconta il proprio drammatico viaggio di arrivo in Italia; infine Simone, figlio del protagonista Dante, che intraprende un percorso di esplorazione del proprio orientamento sessuale. Questi esempi permettono di capire perché la serie, pur pensata per il contesto generalista di Rai Uno, sia riuscita a intercettare anche gli interessi di una fascia di pubblico più giovane. Da questo punto di vista, il tentativo di coniugare la grammatica pedagogica rassicurante del servizio pubblico con istanze identitarie più marcate ha reso la serie un caso emblematico di tensione tra tradizione editoriale e ricezione da parte di fasce giovanili, generando un cortocircuito fra l’identità culturale della Rai e le aspettative di un pubblico giovanile abituato ai modelli narrativi proposti dalle piattaforme OTT internazionali. In questo quadro, l’intento formativo della serie rimane sempre esplicito e viene rivendicato in chiave di missione di servizio pubblico.

Stereotipi & strategie di inclusione

È innegabile che Un professore dimostri effettivamente una certa attenzione ai temi della diversità e dell’inclusione (DEI), ma è necessario sottolineare come questi vengano affrontati adottando primariamente strumenti e linguaggi consoni a una serie (e a un pubblico) di Rai Uno, più che di RaiPlay. Si pensi, per esempio, all’episodio David Hume: la bellezza della seconda stagione. In una scena, il giovane Simone confessa al padre Dante, protagonista della serie, di aver preso parte a una rissa scaturita da un’aggressione omofoba ai suoi danni. Sebbene nel corso della narrazione non si faccia mai mistero dell’omosessualità di Simone, è interessante notare come nella scena in questione le parole “gay” o “omosessuale” non vengano mai pronunciate. Al contrario, per spiegare i motivi dello scontro, Simone dice che la rissa è scaturita a causa di alcuni commenti su “chi sono”, su “come sono” – a quel punto il padre, capendo, abbassa contrito lo sguardo.

Questo approccio è sintomatico di alcune scelte di adattamento che hanno suscitato scalpore, soprattutto in merito alla relazione tra i personaggi di Simone e Manuel. Nella serie originale spagnola, infatti, i due ragazzi hanno una chiara relazione sessuale e, oltre all’omosessualità di Simone, viene discussa esplicitamente la scoperta della bisessualità di Manuel. Nella serie italiana, invece, la relazione tra i due viene ridotta a un unico bacio furtivo che avviene alla fine della prima stagione – e a cui non viene dato alcun seguito nella seconda.

Soprattutto, non viene mai tematizzato l’orientamento sessuale di Manuel, che dopo il bacio con Simone intreccia una relazione sentimentale con un personaggio femminile, Nina.

Questo ha portato i media e soprattutto i fan ad accusare la serie di censura e di bicancellazione, complici alcune affermazioni bifobiche attribuite allo sceneggiatore Sandro Petraglia ritenute bifobiche. In parallelo, i produttori della serie hanno provato a incorniciare il plot come il racconto dell’amicizia tra un ragazzo gay e uno eterosessuale, con il primo innamorato del secondo, ricorrendo a un repertorio discorsivo “normalizzante” ma stereotipico. Questo ha consolidato la percezione della serie all’interno di una cornice inclusiva più conciliatoria che propriamente trasformativa. 

Conversazioni

Khadim Faye, attore afrodiscendente entrato nel cast a partire dalla seconda stagione, racconta le sue origini e spiega di voler essere un modello per i ragazzi di seconda generazione (SpettacoloEU, 23 novembre 2023).

“Alessandro D’Alatri: «Così Un professore ha rotto un tabù»”. Su Vanity Fair, 16 dicembre 2021. Mario Manca intervista il regista Alessandro D’Alatri.

«La frase “mi sono innamorato di uno come me” l’abbiamo inserita dopo. Volevamo uscire dai cliché e raccontare una condizione assolutamente normale. Quello che, però, a molti è sfuggito è che il punto centrale di Un professore non è un amore omosessuale, ma il rapporto di amicizia tra un gay e un etero, con il primo che si innamora del secondo. Una condizione che, spesso, si affronta».

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Processi produttivi e retoriche promozionali

Strategie produttive

Il caso di Un professore restituisce un quadro articolato e dinamico delle strategie messe in atto dalla Rai per rispondere alle trasformazioni profonde che hanno investito l’ecosistema mediale nazionale. La televisione generalista, tradizionalmente orientata alla valorizzazione di un pubblico ampio, intergenerazionale e conservatore, si confronta oggi con un pubblico più frammentato, animato da segmenti demografici e culturali che chiedono narrazioni più inclusive, rappresentazioni più autentiche e linguaggi meno normativi. In questo contesto, la Rai si trova a operare una complessa negoziazione tra la propria identità istituzionale, radicata in una missione di servizio pubblico, e l’esigenza di rimanere competitiva come player di mercato, in grado di dialogare con le piattaforme OTT sul terreno dell’innovazione culturale, estetica e distributiva. Un professore si colloca dunque nel tentativo di negoziare identità istituzionale e competitività di mercato, cercando una sintesi fra broadcasting e streaming e ricalibrando il teen drama nella cornice di un servizio pubblico con ambizioni pedagogiche. Emerge così un’impostazione narrativa che privilegia il co-viewing, sia come pratica di consumo, sia come strategia editoriale che condiziona scelte narrative e rappresentative. In termini drammaturgici, le lezioni di filosofia sono utilizzate come dispositivo per affrontare questioni di attualità (cambiamento climatico, violenza di genere, responsabilità civile e morale), con un obiettivo dichiarato di coniugare riflessione e intrattenimento, in un equilibrio tra finalità educative e appeal mainstream. L’impostazione è strategica perché favorisce il co-viewing, la pratica di aggregazione di diverse generazioni davanti allo schermo, assicurando contenuti accessibili e appetibili, idealmente, a tutti.

Retoriche promozionali

La comunicazione ufficiale di Un professore insiste su una retorica pedagogica e intergenerazionale, presentando la serie come un prodotto “per tutti” capace di coniugare intrattenimento di qualità e stimolo alla riflessione. Nei comunicati stampa, nelle conferenze di lancio e nelle interviste istituzionali si sottolinea il ruolo della fiction come veicolo di valori civili e sociali, in linea con la missione educativa del servizio pubblico, e come occasione per affrontare in chiave accessibile temi di attualità che spaziano dalla violenza di genere al cambiamento climatico, dalla responsabilità morale individuale alle sfide della convivenza multiculturale. Il successo di pubblico, misurato sia in termini di ascolti televisivi sia attraverso l’attenzione suscitata sui social network, viene costantemente richiamato come prova della capacità del format di parlare trasversalmente a più generazioni, avvicinando il pubblico giovane alla serialità Rai. Parallelamente, le strategie comunicative ufficiali tendono a smussare o eludere le controversie emerse attorno agli adattamenti rispetto al format originale e alle accuse di bicancellazione, mantenendo il focus su una narrazione rassicurante e inclusiva nei toni, piuttosto che conflittuale nei contenuti. In contrasto, è significativo notare come Netflix abbia adottato una retorica promozionale molto lontana dalla narrazione Rai. Dopo aver aggiunto la serie alla propria library, infatti, la piattaforma ha caricato sul proprio canale YouTube ufficiale un video intitolato TUTTA la STORIA dei SIMUEL in UN PROFESSORE, un montaggio dei momenti più romantici ed evocativi tra i due personaggi, alimentando ulteriormente il fandom. Questo evidenzia, da parte di Netflix, una maggiore consapevolezza delle aspettative del pubblico cui vuole rivolgersi, in continuità con le sue strategie di diversity branding.

Conversazioni

Conferenza stampa “Un Professore 2” (Rai Ufficio Stampa, 13 novembre 2023), con interventi del reparto produttivo e del cast.

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“Alessandro Gassman, il professore: ‘Ai ragazzi dico di non avere paura’”. Su La Repubblica, 8 novembre 2021. Silvia Fumarola intervista i protagonisti Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi e lo sceneggiatore Sandro Petraglia.

«Non mi piace la parola fiction, cerchiamo di restituire la verità. Non manca la parte più leggera, la commedia, ma ci sarà anche lo spazio per riflettere sulla scuola, il fondamento della società, sui giovani d’oggi e sul loro futuro».

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Circolazione e ricezione

Circolazione

Prodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, la serie è in onda su Rai 1 e si appresta a distribuire la sua terza stagione nel 2025. La prima stagione è andata in onda dall’11 novembre al 16 dicembre 2021, con anteprima su RaiPlay, 9 novembre 2021; la seconda dal 23 novembre al 21 dicembre 2023, con anteprima su RaiPlay il 14 novembre 2023. Sul piano degli ascolti, Un professore ha riscontrato sempre un eccezionale successo di pubblico, superando persino eventi sportivi trasmessi nelle stesse serate della serie. La serata d’esordio ha registrato, per i due episodi, una platea media intorno a 3,84 milioni e uno share del 21,7%. La seconda stagione si è chiusa il 21 dicembre 2023 con 3.817.000 spettatori e il 22,88% di share, superando la media complessiva di stagione pari a 3,7 milioni e al 21,3% di share. In termini di target, è interessante notare come la seconda stagione abbia registrato un significativo rafforzamento nella fascia di pubblico compresa tra i 15–24 anni, con una crescita della share dal 17,4% della prima stagione al 23,8% della seconda, e una performance particolarmente marcata tra le donne 15–24 anni (media 29%), con la serie che risulta la fiction più vista dell’autunno di Rai 1 in questo segmento. I passaggi distributivi sulle piattaforme hanno ampliato l’accesso presso pubblici meno fidelizzati al prime time. La prima stagione è stata aggiunta al catalogo Netflix Italia il 16 novembre 2023; in seguito, il titolo è entrato nella Top 10 dei contenuti più visti sulla piattaforma per più settimane, risultando ancora all’ottavo posto nella settimana 25–31 dicembre 2023, a testimonianza di una circolazione prolungata e trainata anche da un fandom ben consolidato.

Ricezione

In numerose occasioni, la critica mainstream ha lodato Un professore, salutandola come una proposta contemporanea che “somiglia alla vita vera”, invita i giovani a non temere il giudizio e lavora su una “rivoluzione gentile” dei costumi, valorizzandone altresì la vocazione pedagogica. Queste critiche trovano conferma anche nei numerosi e prestigiosi premi raccolti dalla serie. Nel 2022, Alessandro Gassmann è stato insignito di un Nastro d’Argento Speciale, un riconoscimento che premia la sua interpretazione intensa e la capacità di incarnare con credibilità e profondità il ruolo dell’insegnante Dante. Nel 2024, la serie ha conquistato un Nastro d’Argento per la categoria “Miglior serie Dramedy” con la seconda stagione, sottolineando la sua abilità nel fondere elementi comici e drammatici in un racconto inclusivo e contemporaneo. Lo stesso anno, Nicolas Maupas si è aggiudicato il Ciak d’Oro per la “Migliore performance per il pubblico under 30” grazie alla sua interpretazione trascinante nella seconda stagione della serie, mentre le candidature nella stessa categoria per Domenico Cuomo e Margherita Aresti e quella per Alessandro Gassmann nella categoria “Miglior attore italiano” hanno rafforzato l’immagine di Un professore come fiction in grado di mettere in scena generazioni diverse con autenticità e impatto emotivo. A livello istituzionale, la serie ha ricevuto il Premio Biagio Agnes nella sezione Fiction, conferito per il suo contributo nell’ispirare un confronto sui valori dell’insegnamento e sul rapporto tra scuola e società, un elemento che ne ha amplificato la rilevanza civica e simbolica. In parallelo, il Premio Adolfo Celi ha riconosciuto la capacità della serie di affrontare questioni sociali, relazionali e sentimentali, mantenendo al contempo un forte appeal sul pubblico e promuovendo valori di parità e rispetto reciproco. Tuttavia, alcune scelte di adattamento discusse sopra hanno portato anche molte critiche e indignazione da parte del pubblico. È stato soprattutto il pubblico adolescenziale e giovanile a dare voce a questa indignazione, attraverso quelle forme di espressione grassroots tipiche delle pratiche di fandom. In particolare, intorno a Un professore si sono creati due fenomeni di segno opposto che hanno preso corpo attraverso piattaforme social come Instagram, X, TikTok, YouTube e aggregatori come Wattpad. In prima istanza, si è registrata una fenomenale popolarità dello ship slash intorno alla coppia Simuel (crasi dei nomi di Simone e Manuel), laddove per ship slash si intende una pratica attraverso cui i fan descrivono, in un fanwork, una relazione sessuale o amorosa fra due personaggi dello stesso sesso che non è presente nella produzione ufficiale, il cosiddetto “canone”. In secondo luogo, ha preso forma un fenomeno di anti-fandom ai danni del personaggio di Nina, rea di aver impedito l’evoluzione della relazione tra Simone e Manuel, laddove con anti-fandom si identifica il contraltare del fandom, un luogo in cui si “ama odiare”, un luogo in cui i fan condividono odio, disgusto, frustrazione nei confronti del prodotto culturale di loro interesse. La coppia dei “Simuel” è dunque diventata il centro di una produzione fan-driven che da una parte ha alimentato l’interesse e il coinvolgimento nei confronti della serie e dei suoi personaggi, ma dall’altra ha dato voce a una comunità di spettatori impegnata a produrre significato in chiave alternativa, supplementare o addirittura oppositiva rispetto alla narrazione ufficiale.

Conversazioni

Discorso di ringraziamento di Alessandro Gassmann e Claudia Pandolfi al Premio Biagio Agnes (2024).

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Critica italiana e straniera

Critica italiana 

Luca Diana, “Un professore, la rivoluzione gentile sul piccolo schermo: l’amore non ha più tabù”, Gay.it, 22 dicembre 2023.

«La serie ha timidamente provato a portare in tv diversi temi divisivi come la bisessualità e l’omosessualità, la violenza di genere e le difficoltà delle relazioni interpersonali, con l’onere e l’onore di raggiungere un’ampia fetta di telespettatori italiani ancora fermi agli stereotipi tipici della televisione dei primi anni dieci del 2000, disabituati a queste linee narrative più vicine alla quotidianità. La ragazza con difficoltà motorie, il bacio tra due ragazzi adolescenti, la violenza di gruppo non sono immagini facili da mostrare, soprattutto su una televisione di stato di indole censoria, eppure gli sceneggiatori della serie Rai hanno capito l’importanza di raccontarle, pronti ad accettare dati meno entusiasmanti, certi che il pubblico italiano sarebbe stato pronto ad accoglierlo». 

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Federico Favale, “Un professore – La recensione della serie Rai”, davidemaggio.it, 01 dicembre 2023.

«Probabilmente una delle prime fiction (se non la prima) a far tornare in tv le tanto agognate lezioni frontali in classe. La pandemia ha comportato un allontanamento sociale pervadente, con la formazione demandata alle lezioni a distanza. Un Professore riesce innanzitutto a far percepire l’importanza di questo grande ritorno. Di quanto sia fondamentale frequentare fisicamente un posto e le persone a esso connesse. Per vivere un’esperienza piuttosto che imparare qualcosa. Il target della serie è palesemente un pubblico giovane, il che è intuibile fin dalle prime scene. Vi sono grandi difetti che aleggiano nello scorrere degli episodi e lungo tutto l’arco narrativo. Ma ci sono anche dei punti di forza, pronti a sorprendere e accogliere lo spettatore. La serie va vista con un certo tipo di sguardo. Lo sguardo di chi sa benissimo di prendere contatto con l’ennesima epopea adolescenziale».

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