Tra la favola e il realismo brutale
a cura di Dom Holdaway
Introduzione
17 novembre 2022
110′
Roberto De Paolis
Roberto De Paolis
Young Films, Indigo Film, Rai Cinema
Claudio Cofrancesco
Paola Freddi
Emanuele de Raymondi, Andrea De Sica
Kevin Glory, Lino Musella, Sandra Osagie, Salvatore Striano
Italia: Lucky Red; Netherlands: Arti Film
Galleria immagini
Locandina

Trailer
Pressbook

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi
Narrazione & personaggi
La protagonista del film è una giovane donna nigeriana di nome Princess, interpretata da Kevin Glory, che lavora come sex worker in un bosco fuori Ostia. Il suo stesso nome, Princess, mette in primo piano una complessa tensione legata alla sua identità. Come ha osservato il regista, per lei e le sue amiche (altre sex worker nigeriane) esiste una forte dimensione “fiabesca”, evidente, per esempio, nell’ambientazione nel bosco e nella loro credenza nella magia. Questi elementi surreali si scontrano con la dura realtà dell’immigrazione irregolare e del lavoro sessuale in Italia: povertà e la mancanza di una casa, furti, maltrattamenti, prese in giro, violenza.
Se da un lato il regista mette in evidenza questa tensione nelle interviste, il nome porta con sé anche altre associazioni sociali contraddittorie. Evoca monarchie, ideali di bellezza e grazia regale, sebbene, ironicamente, sia un nome poco comune tra gli aristocratici. Inoltre, la sua diffusione tra le donne dell’Africa anglofona richiama storie coloniali legate alla monarchia, un ulteriore contrappunto ironico. Il comportamento di Princess non è regale, ma reale: pretende rispetto, un giusto compenso per il suo lavoro e la libertà di esprimere la propria identità. È giustamente decisa e determinata, piuttosto che aggraziata, affrontando una quadrupla marginalizzazione nella società italiana: come immigrata, in povertà estrema, come lavoratrice sessuale e come donna.
Utilizzando attori non professionisti, fatta eccezione per un piccolo gruppo di uomini italiani nei ruoli dei clienti, il film cattura un forte realismo quasi documentaristico. Questo approccio si ispira alle conversazioni di De Paolis con sex worker dell’Africa occidentale e alle loro storie. In tal modo, il film restituisce la parola a soggetti marginalizzati, collocandoli al centro della narrazione. Piuttosto che offrire un ritratto esclusivamente positivo dell’esperienza migrante, il film rappresenta i suoi personaggi come esseri umani autentici e imperfetti, su tutti i livelli della società ritratta.
Questo emerge in modo particolarmente evidente, e talvolta struggente, nelle interazioni di Princess con le altre donne nigeriane. All’inizio, le sequenze domestiche suggeriscono solidarietà – soprattutto verso Princess, la più giovane – sebbene stemperate da scherni e linguaggio tagliente. Successivamente, quando Princess ignora i consigli della sua amica più grande, Success, le due si allontanano, e Princess viene maltrattata da un cliente e abbandonata senza nulla, nemmeno i vestiti. Questa umiliazione netta sottolinea l’importanza della solidarietà tra le lavoratrici sessuali.
La rappresentazione degli uomini italiani che vengono nel bosco per il sesso appare anch’essa concepita come un ritratto di vita reale. Il film mostra giovani e anziani, ricchi e poveri, alcuni soli e altri accompagnati. Alcuni provano imbarazzo nel pagare per il sesso, mentre altri – in particolare l’uomo benestante interpretato da Maurizio Lombardi – agiscono con disinvoltura.
Dove questa rappresentazione mostra limiti è nel maltrattamento delle prostitute da parte di quasi tutti questi uomini, con l’eccezione chiave di Corrado. I loro furti, sfruttamenti e rifiuti di aiutare Princess diventano convenzioni narrative che li configurano come “cattivi”. Questa scelta contrappone il realismo e la complessità delle donne a un binarismo riduttivo tra la buona immigrata e l’uomo locale cattivo. Pur non negando la realtà degli abusi, questa tecnica interrompe il realismo politico altrimenti convincente e riduce l’immagine del lavoro sessuale a una serie di cliché comuni. Allo stesso tempo, apre forse la strada al più problematico racconto del “white saviour”.
Stereotipi & strategie di inclusione
Princess e il principe
Una delle scelte estetiche centrali su cui Roberto De Paolis gioca in Princess è quella della fiaba. Questa scelta colpisce perché introduce un senso di possibilità magica in una narrazione altrimenti radicata nelle dure realtà dello sfruttamento, della migrazione e della sopravvivenza. I titoli di apertura del film stabiliscono immediatamente questo tono. Sono stilizzati come l’inizio di una storia Disney, con caratteri decorativi e ornati che scorrono verticalmente sullo schermo, prima di fermarsi sul titolo: Princess.

Questo espediente invita lo spettatore a leggere la storia attraverso una lente fiabesca, suggerendo che la protagonista stessa possa percepire il mondo in questi termini. Anticipa inoltre l’arrivo narrativo del “principe” in grado di salvare la “damigella in pericolo”. Questo ruolo è interpretato da Corrado (Lino Musella), un uomo italiano di mezza età che incontra Princess nel bosco mentre cerca funghi. Sebbene il rapporto tra Corrado e Princess rimanga ambiguo – sembra disposto a pagarla per il suo tempo, forse anche per sesso – egli finisce per incarnare la possibilità di fuga, una vita lontana dai pericoli e dalle umiliazioni della prostituzione. Questo potenziale emerge con maggiore chiarezza nella sequenza della festa karaoke, in cui Princess appare per la prima volta circondata da persone che la trattano come ospite e non come merce.
Fino a quel momento, le scene nel bosco sono girate con luce fredda e tenue, con inquadrature che isolano spesso Princess, rafforzando la sua solitudine. Va ricordato, naturalmente, che l’estetica dominante del film è quella del realismo documentaristico: una camera osservativa che segue la protagonista, presentando la sua isolazione come verità cruda che contrasta e contraddice la fiaba. Non ci sono eroi nel senso tradizionale, né soluzioni rassicuranti. Ciò che emerge è piuttosto un mosaico di esperienze umane, momenti fragili che riflettono la complessità della vita ai margini – catturati attraverso numerosi primi piani che mostrano la tensione emotiva nei suoi sguardi. Alla festa, tuttavia, l’illuminazione diventa calda e l’inquadratura si apre per includerla insieme agli altri. Non è più oggetto di scrutinio, ma parte di un gruppo, momentaneamente immersa in un senso di appartenenza; di conseguenza, i primi piani del film la mostrano sorridente e felice.
Il finale del film complica questa traiettoria. Princess accetta finalmente di passare la notte a casa di Corrado, aprendo alla possibilità di stabilità con un fidanzato. Ma, dopo un piccolo incidente – bagna il letto – fugge in umiliazione, nonostante la pazienza e la rassicurazione gentile di Corrado. Il film non la colpa esplicitamente per questo rifiuto, eppure la narrazione sembra suggerire che il trauma le impedisca di cogliere l’opportunità di “essere salvata”. L’implicazione problematica sottostante è che la salvezza fosse disponibile – forse solo? – tramite un uomo italiano bianco, e che lei sia troppo ferita per accettarla. Questo viene rafforzato dall’ultima carrellata del film, che lascia Princess quasi invisibile nel buio, in netto contrasto con la luce calda della vita di Corrado, prima che il titolo del film ritorni nel carattere fiabesco, questa volta solo in contorno, senza più essere pienamente colorato.
Questa tensione porta a una delle criticità di Princess. Da un lato, il film compie un passo significativo nel rappresentare una figura marginalizzata con sfumature e dignità. Princess non è ridotta a uno stereotipo: è ribelle, schietta, esige rispetto e trattamento equo – un’immagine potente di donna e lavoratrice del sesso. Dall’altro, l’equilibrio rappresentativo vacilla nella descrizione degli uomini. Con l’eccezione di Corrado, quasi tutti i clienti maschi sono rappresentati come crudeli, sfruttatori o indifferenti. Rubano, umiliano o abusano delle donne. Dipendere così tanto da questo espediente narrativo rischia di ridurre la complessità del film a un binarismo: la buona donna immigrata e lavoratrice del sesso maltrattata contro uomini moralmente corrotti, con un’unica eccezione. Questo forte contrasto enfatizza la differenza di Corrado e lo inquadra come figura davvero decente: colui che non cerca sesso, ma funghi, diffidente verso tutti tranne che Princess, il principe che potrebbe salvarla. La narrazione si avvicina così a una struttura nota di “salvatore bianco”, in cui la possibilità di redenzione o dignità non emerge in autonomia, ma solo tramite l’intervento di un estraneo benevolo – indipendentemente dalla volontà o capacità della protagonista di accettarlo.
Conversazioni
Giorgio Viaro intervista il regista Roberto De Paolis e agli attori Glory Kevin e Lino Musella per la presentazione del film alla Mostra di Venezia 79 (Best Movie, 1 settembre 2022).
Conferenza stampa con la troupe di Princess al festival di Venezia 79 (Lifestyle made in Italy, 31 agosto 2022).
[Kevin Glory] «Princess effettivamente sono io, è la mia storia. Non è stato difficile interpretare il ruolo perché effettivamente è quello che ho vissuto io, è la mia esperienza di strada. Ho fatto questo film per la mia gente africana, per far vedere al mondo quello che succede in strada, i maltrattamenti che subiscono i ragazzi mentre svolgono questo lavoro, il modo disumano in cui vengono trattati».
“Intervista a Roberto De Paolis”. Sul pressbook del film.
«Il personaggio che avevo scritto prima di incontrarla – che era comunque basato sulle testimonianze di tante prostitute africane – si è “adattato” a lei, abbiamo “scritto” insieme provando le scene, parlando della sua vita, della strada etc. Lei si è sentita libera di intervenire, di cambiare le cose, e di questo vado molto fiero: la libertà che le abbiamo dato di autorappresentarsi, di raccontare la sua storia, è molto importante, forse era la prima volta che le veniva concessa tanta libertà, tra l’altro da un team di lavoro composto tutto da italiani».
«Gli immigrati sono spesso ritratti come delle persone buone, buonissime, tipo dei bambini innocenti. Forse è un modo di lavarsi la coscienza perché a livello politico vengono trattati malissimo. Io volevo che questo personaggio venisse fuori a 360 gradi, con la sua bellezza e la sua rabbia, con il suo coraggio e la sua paura.»
“Princess, Roberto De Paolis: ‘Una favola amara e reale. Tra Le Notti di Cabiria e La Bella e la Bestia’”. Su MoviePlayer.it, 20 novembre 2022. Damiano Panattoni intervista il regista Roberto De Paolis.
«Ho pensato a La Bella e la Bestia, e ho tratto in parte ispirazione dal film […] C’è il bosco, c’è la voce fuori campo, ci sono i titoli, la musica. C’è un’ispirazione diretta per l’incipit, perché poi lo spettatore doveva fare riflessioni fiabesche poi surclassate dalla realtà. Gli elementi della favola si mostrano, è vero, ma poi si mischiano alla crudezza della verità. Gli elementi fiabeschi come quelli citati fanno parte della vita di queste ragazze, come il loro credere fortemente nella magia».
Processi produttivi e retoriche promozionali
Strategie produttive
Princess ha ricevuto un contributo diretto alla produzione dal Ministero della Cultura italiano (€350.000, fonte) destinato a film d’esordio o al secondo film (si tratta del secondo lungometraggio di De Paolis). Nel 2022 la domanda indicava una suddivisione della produzione 50/50 tra Young Films e Indigo: inizialmente, nel 2019, Princess aveva ricevuto un diniego per il finanziamento selettivo alla produzione quando Young Film aveva presentato la richiesta.
Il film è stato prodotto dalla società di produzione di proprietà di Roberto De Paolis e Carla Altieri. La sceneggiatura è stata scritta dopo un anno di ricerca, durante il quale De Paolis ha parlato a lungo con sex worker dell’Africa occidentale e con associazioni benefiche per migranti e lavoratrici del sesso. Sulla base di questa esperienza, De Paolis ha redatto il trattamento e la sceneggiatura del film, con Rai Cinema coinvolta fin dalla fase di sviluppo e Indigo Film a partire dal completamento della sceneggiatura.
Le storie raccontate dalle prostitute intervistate da De Paolis, insieme alle esperienze degli attori non professionisti, tra cui Kevin Glory e Sandra Osagie, hanno permesso non solo di narrare le vicende di queste donne con autenticità, ma anche di restituire loro la parola. In numerose interviste e resoconti sul processo di realizzazione del film, Glory ha sottolineato la libertà concessale durante la recitazione, anche nel modificare battute o momenti d’azione per aderire più esplicitamente alla propria idea di Princess. Allo stesso modo, De Paolis ha dichiarato che spesso l’esperienza di Glory, Osagie e degli altri attori ha alimentato direttamente la storia.
I produttori del film hanno ribadito l’importanza di fidarsi del regista e degli attori non professionisti coinvolti, per consentire la realizzazione di film come Princess e far emergere le vite marginalizzate di donne come la protagonista. In un’intervista, due anni dopo l’uscita del film, Nicola Giuliano – uno dei produttori e cofondatore di Indigo Film – ha espresso il proprio orgoglio nel vedere il suo nome legato per sempre a Princess, vista l’importanza sociale del film, nonostante il basso potenziale economico.
Retoriche promozionali
Il one-sheet di Princess è una fotografia di Kevin Glory con una corona di perline, su uno sfondo rosa uniforme, con il titolo del film scritto in carattere corsivo. Pur rivelando poco della trama, richiama la dinamica fiaba / vita reale menzionata in precedenza. L’uso deciso del colore rosa evoca le parrucche dai colori vivaci utilizzate dalla protagonista per nascondersi dietro identità diverse. Versioni successive di questa immagine includono anche recensioni positive con 4 o più stelle e citazioni scelte di critici, collocando così il film nell’ambito della sua prestige economy, come un successo da cinema d’autore.
Il film è stato selezionato come film d’apertura della sezione “Orizzonti” al 79° Festival del Cinema di Venezia, con proiezioni tra il 31 agosto e il 1° settembre 2022. La presenza del film, e soprattutto la sua selezione, sono elementi centrali nella promozione dell’opera. Il distributore italiano Lucky Red ha pubblicato nove trailer e clip del film su YouTube, di cui otto menzionano questa selezione già nel titolo.Il trailer principale, rilasciato circa un mese prima dell’uscita, propone una serie di sequenze tratte dal film, a partire dalla festa karaoke fino a una carrellata tra i boschi. L’unico dialogo udibile è quello di Princess con Corrado, in cui esprime il desiderio di non essere utilizzata – neanche come possibile compagna o fidanzata – centralizzando così la sua libertà e affermazione di sé come cornice interpretativa principale. Il nome del regista è messo in evidenza, insieme a un riferimento a uno dei suoi precedenti film, collocandolo come autore contemporaneo e situando Princess all’interno di quel contesto.
Conversazioni
Conferenza stampa con la troupe di Princess al festival di Venezia, fra cui i produttori Paolo del Brocco di Rai Cinema, Carla Altieri di Young Film e Nicola Giuliani di Indigo Film (Lifestyle made in Italy, 31 agosto 2022).
«Si producono [film di questo tipo] sicuramente con coraggio, con audacia, e con rispetto […] Ci vuole coraggio perché rispettare l’autore, rispettare la storia, rispettare quindi le scelte di avere Glory Kevin come protagonista, e tutte le altre, lavorare con attori non-professionisti essere così aderenti alla realtà va tutelato, va difeso. Per fare questo ci vuole coraggio, ci vuole grande passione, e bisogna lavorare in concerto, insieme, come un team, che, appunto, noi abbiamo trovato sicuramente con Rai Cinema che dall’inizio ha sostenuto lo sviluppo e la sceneggiatura per poi confermarsi anche in produzione, e con Nicola Giuliano e Francesca Cima e Carlotta Calori della Indigo Film, che hanno subito sostenuto il film insieme a noi».
“Nicola Giuliano: ‘L’unico giudice dei film, alla fine, è il tempo’”. Su FanPage.it., 5 gennaio 2024. Gianmaria Tammaro intervista il produttore Nicola Giuliano di Indigo Film.
«NG: Quando ho letto la sceneggiatura di Princess di Roberto De Paolis, non mi sono soffermato, banalmente, sulle sue possibilità economiche; mi sono immediatamente detto che era un film che valeva la pena di fare al di là degli incassi. […]
GT: E alla fine ci sei riuscito: hai fatto Princess.
NG: E di questa cosa sono contento, perché per me lo meritava. E anche perché, quando un giorno non ci sarò più, il mio nome sarà lì e potrò essere ricordato anche per questo».
Intervista curata da Cinemaitaliano.info (31 agosto 2022) al regista Roberto De Paolis, che durante la 79° Mostra del Cinema di Venezia parla della produzione del film e della scelta di lavorare con Kevin Glory.
Circolazione e ricezione
Circolazione
Oltre al Festival del Cinema di Venezia – dove il film ha debuttato nella sezione “Orizzonti”, “dedicata ai film che rappresentano le più recenti tendenze estetiche ed espressive, con particolare attenzione ai film d’esordio” – il film è stato poi presentato in altri 30 festival in Italia e nel mondo. Se la maggior parte di questi erano festival generali o dedicati a nuove opere o sperimentazioni estetiche, alcuni erano specificamente incentrati su temi politici: Segni Particolari: Migrante (Asti, aprile 2023) e Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna (Perugia, dicembre 2022).
La distribuzione nazionale del film è stata affidata a Lucky Red, mentre le vendite internazionali sono state gestite dalla romana True Colours. Princess è stato distribuito in un numero limitato di mercati europei: nel Benelux, a cura di Arti Film, e in Romania, da Ceau Cinema. Le vendite al botteghino sono state comunque contenute, con circa 5.000 biglietti venduti nei paesi citati, di cui 3.900 in Italia, partendo da circa venti schermi nel weekend d’esordio (fonti: Lumière, Cinecittanews).
In seguito all’uscita cinematografica, il film è stato trasmesso il 13 marzo 2025 sul canale Rai 5, in prima serata (21.15). Una versione DVD del film è stata pubblicata a maggio 2023, prodotta da Lucky Red. Per quanto riguarda la distribuzione digitale, il film è attualmente disponibile on demand in tredici paesi, in particolare su HBO Max (10 paesi). In Italia il film risulta relativamente accessibile, nonostante il successo cinematografico limitato: oltre a RaiPlay, può essere fruito in streaming SVOD su Amazon Prime e TIMvision, e noleggiato tramite Google e iTunes.
Festival
- Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Orizzonti (Competition) 2022
- Da Venezia a Roma 2022
- Annecy Cinema Italien (Competition) 2022
- Haifa International Film Festival 2022
- Cinema Made in Italy – Athens 2022
- Visioni Italiane – Officinema 2022
- Parma Video Film Festival 2022
- MittelCinemaFest 2022
- Ventana Sur European Films 2022
- Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna (Competition) 2022
- Mostra de Cinema Italià de Barcelona 2022
- Insoliti Ignoti 2023
- Moviemov – Italian Film Festival (Official Selection) 2023
- Segni Particolari: Migrante 2023
- Festival del Cinema Citta’ di Spello (Competition: Italian Films) 2023
- Bellaria Film Festival (Casa Rossa Competition) 2023
- OPEN ROADS: New Italian Cinema 2023
- Il Flaiano in Sala 2023
- Filmfest Munchen Cinevision (Competition) 2023
- Europe on Screen 2023
- Altre Rive. Festival Cinematografico Interculturale 2023
- Savona Screen Festival – Cinema in Fortezza 2023
- Era Nowe Horizonty Miedzynarodowy Festiwal Filmowy 2023
- Ceau, Cinema! Festival de Buzuna (Competition) 2023
- Arena Nuovo Sacher 2023
- Migrant Stories in Italian Cinema 2023
- Festival du Film Italien de Villerupt 2023
- Visioni Italiane – Officinema (Competition: Premio I(n)soliti Ignoti) 2023
- SIFF’s Cinema Italian Style 2023
- Quinzaine du Cinema Italien a Chambery 2023
- Portofranco – Il Cinema Invisibile al Baretti 2024
Premi
- Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia:
- Nomination Premio Miglior opera innovativa italiana
- Festival del Cinema Citta’ di Spello:
- Premio Migliore Fonico di Presa Diretta (Angelo Bonanni)
- Premio Migliore Montaggio del Suono (Alessandro Feletti)
- Premio Migliore Trucco (Giovanna Turco)
- Fabrique du Cinema Award:
- Premio Migliore Opera Innovativa Italiana
- Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna:
- Premio Migliore Attrice (Gloria Kevin)
- Premio Migliore Film
- Premio Migliore Montaggio (Paola Freddi)
Ricezione
Nonostante la sua circolazione limitata, Princess ha ottenuto un ampio riconoscimento critico. In generale, gli elementi positivi individuati dai critici sono stati lo stile elegante e un forte senso di autenticità – non solo per il realismo del film, ma anche per i momenti più leggeri. Anche l’interpretazione di Kevin Glory è stata fonte di molte critiche positive, soprattutto alla luce della sua totale mancanza di esperienza recitativa precedente. L’“autenticità” sia della storia sia della performance viene molto spesso ricondotta al nucleo sociale del film e all’importanza di raccontare vite marginali, come quelle di Princess e delle sue compagne. Sebbene la maggior parte delle recensioni non approfondisca un’analisi del film in termini di diversity, né in relazione all’identità razziale o di genere della protagonista, ciò che ricorre molto frequentemente è il riconoscimento del giusto equilibrio nel rappresentare l’immigrazione clandestina, evitando prese di posizione morali o contrapposizioni semplicistiche.
Curiosamente, le poche recensioni in lingua inglese del film (perlopiù reazioni alla proiezione a Venezia) sono invece più negative, criticando lo squilibrio tra dramma e commedia o la mancanza di direzione del film – a segnalare forse standard diversi, in contesti culturali diversi, per i film che trattano temi di questo tipo.
Anche la risposta del pubblico al film è per lo più positiva: 195 recensioni su IMDb restituiscono una media di 6,5 – sebbene, in modo interessante, la media sia più alta (6,7) per i recensori in Italia e nei Paesi Bassi (per un totale di 104 recensioni), mentre i recensori con sede negli Stati Uniti (21), in Romania (15) e in Polonia (7) valutano il film in maniera significativamente più bassa, attorno al 5,0. Ovviamente, il numero delle recensioni è piuttosto ridotto e quindi statisticamente poco rilevante, a testimoniare chiaramente la distribuzione limitata del film. La stessa tendenza si nota su Rotten Tomatoes e MyMovies, dove la valutazione è molto simile (67/100 e 3,2/5 rispettivamente), ma ancora una volta basata su un numero molto esiguo di recensioni.Le recensioni degli utenti si concentrano sugli stessi temi: da un lato, in positivo, l’abilità della protagonista e la soddisfazione per l’attenzione a storie solitamente invisibili; dall’altro, in negativo, la mancanza di direzione o una conclusione insoddisfacente, insieme a qualche osservazione che individua in Corrado una sorta di “white saviour”. Come ha scritto un utente su Letterboxd – dove Princess ha una media di valutazione di – “l’idea c’era, ma l’esecuzione non è andata da nessuna parte”
Critica italiana e straniera
Critica italiana
Paolo Mereghetti, “Il mondo di «Princess» è una strada senza pregiudizi (voto 8)” Corriere della Sera, 01 settembre 2022.
«Princess di Roberto De Paolis chiede allo spettatore di mettere da parte la sua voglia di dividere i ‘buoni’ dai ‘cattivi’, di incasellare il film dentro i propri (pre)giudizi per sforzarsi invece di aprire gli occhi davanti a una realtà molto chiacchierata ma poco esplorata. Una storia su cui si è esercitata molta retorica e che invece il regista ha scelto di raccontare sospendendo ogni tipo di giudizio».
Gabriele Niola, “Princess, la recensione”, BadTaste.it, 31 August 2022.
«Al secondo film Roberto De Paolis smette di essere “una promessa” ma sì conferma. Per la seconda volta riesca a trovare negli interpreti una naturalezza eccezionale senza che emergano distinzioni tra chi non ha formazione e chi invece (come Lino Musella) è un professionista. […] Ci riesce grazie al cielo senza seguire la trita convenzione che vuole le prostitute sempre in cerca di una via di uscita per cambiare vita, ma dipingendole come persone che si concepiscono dentro ad un percorso, che vedono il loro lavoro come una fase per giungere ad altro, come piccole imprenditrici con grandi sogni».
Recensione di Princess di Jamesplacucci (user) su Letterboxd.
«Triste parabola sulla femminilità compromessa, un film che flirta col realismo magico in maniera tenera e affascinante. L’assunto di base della love story in chiave sociale è un pelo scontato, e il finale scade in un cinismo abbastanza facile. È comunque frutto di una visione compiuta e realizzata, e non avrebbe sfigurato in competizione. Protagonisti splendidi».
Critica straniera
Damon Wise, “Venice Review: Roberto De Paolis’ Horizons Opener ‘Princess’”, Deadline, 31 Agosto 2022.
«Un curioso e inquieto miscuglio di commedia e dramma che, pur adottando un punto di vista ammirevole sulla sua protagonista — vista come un’eroina complessa piuttosto che come una vittima da compatire — ricade in molti degli stessi cliché presenti nelle rappresentazioni più stereotipate della prostituzione. […] Princess è di per sé un personaggio coinvolgente e, a causa della sua ossessione per il denaro, spesso spudoratamente poco empatico, ma resta l’unico aspetto del film destinato davvero a rimanere impresso nella memoria».
Lee Marshall, “‘Princess’: Venice Review”, Screen Daily, 31 Agosto 2022.
«Il romanticismo, nel mondo di Princess, è solo un altro modo per dire approfittarsi. E non ha torto: uno dei veri punti di forza del film è il modo in cui ribalta le pigre aspettative del pubblico e, senza minimamente edulcorare Princess (che resta pungente fino alla fine), genera empatia portandoci dentro una mentalità in cui l’empatia stessa è un lusso».