PRIN 2022 PNRR P2022NR9PW CUP MASTER J53D23016470001

Memoria storica e sguardi queer mancati

a cura di Dom Holdaway

Introduzione

Data di uscita

8 Settembre 2022

Disponibile per lo streaming
Durata

130′

Regia

Gianni Amelio

Sceneggiatura

Gianni Amelio, Edoardo Petti, Federico Fava

Produzione

Kavac Film, IBC Movie, Tenderstories, Rai Cinema

Fotografia

Luan Amelio Ujkaj

Montaggio

Simona Paggi

Musica

Nicola Piovani

Cast

Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Sara Serraiocco, Emma Bonino

Distribuzione

01 Distribution (Italy)

Galleria immagini

Locandina

Trailer

Pressbook

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi

Narrazione & personaggi

In un certo senso, proprio perché il film è un dramma storico che ruota attorno a una figura importante nella storia della legislazione omofoba in Italia, il protagonista – Aldo Braibanti, interpretato da Luigi Lo Cascio – forse non è nemmeno il personaggio più interessante de Il signore delle formiche. Piuttosto, a catturare l’attenzione sono gli uomini queer che circondano Braibanti, in particolare il suo giovane compagno Ettore Tagliaferri (Leonardo Maltese), il suo vecchio amico Vanni (Luca Lazzareschi) e, implicitamente, il giornalista de L’Unità Ennio (Elio Germano). Infatti, sebbene Luigi Lo Cascio apporti certamente peso e interesse alla rappresentazione di Braibanti, questa è per lo più definita dalla personalità dell’attore così come plasmata dai suoi ruoli in film impegnati che ritraggono attivisti, intellettuali e figure storiche – in particolare Peppino Impastato (I cento passi), ma anche nei suoi ruoli ne La meglio gioventùBuongiorno, notteIl traditoreNoi credevamoUn nome italiano, e così via. Qui, l’omosessualità di Braibanti non appare del tutto convincente, spostata sullo sfondo a favore di una caratterizzazione incentrata sull’intellettuale difficile e sulla figura di vittima.

Ettore costituisce il cuore emotivo de Il signore delle formiche. La sua caratterizzazione queer si fonda non sulla flamboyance, ma sulla sincerità e sulla vulnerabilità. In netto contrasto con il conservatorismo rigido della sua famiglia – incarnato soprattutto dal fratello, che sembra invidiare il rapporto di Ettore con Aldo, ma per ragioni strumentali – Ettore rappresenta l’innocenza e l’affetto genuino. La sua relazione con Braibanti è segnata meno dalla seduzione e più dalla scoperta: il film inquadra il loro legame come un percorso di risveglio intellettuale ed emotivo. Ciò rende particolarmente crudele la sua successiva istituzionalizzazione, sottolineando che ciò che corrompe Ettore non è la sua identità queer, ma la violenza repressiva della famiglia, della società e dei sistemi sanitari. La sua testimonianza in tribunale, in cui insiste sulla libertà del proprio affetto, e il breve ricongiungimento con Braibanti, fragile ma tenero, cristallizzano il suo ruolo come vittima dell’intolleranza piuttosto che dell’amore.

Vanni offre una presenza queer del tutto diversa. Effeminato, teatrale e immerso nelle sfere intellettuali decadenti della Roma degli anni Sessanta, sembra richiamare le sottoculture urbane queer associate a figure come Pasolini. Messo a confronto con la purezza di Ettore, Vanni rappresenta una forma di queer visibile, flamboyant e senza scuse, come si vede nella sequenza della festa di compleanno. I suoi gesti e la sua sensibilità camp potrebbero essere liquidati come stereotipo, eppure permettono al film di esplorare uno spettro di identità queer. A differenza di Ettore, Vanni non viene svergognato né zittito – almeno nella sicurezza della sua casa. Incorpora una strategia di sopravvivenza radicale, una sorta di sfida nell’essere sé stesso senza compromessi. La sua presenza complica la narrazione, suggerendo che l’essere queer non deve limitarsi all’innocenza o alla vittimizzazione, ma può anche rivendicare visibilità e piacere in un mondo ostile.Ennio, infine, occupa uno spazio più ambiguo. La sua sessualità non viene mai resa esplicita, ma la sua empatia e il suo impegno politico lo allineano ripetutamente alla resistenza queer. Egli sfida il direttore di L’Unità, l’avvocato ingenuo ma compiaciuto di Braibanti, e il fidanzato omofobo della cugina, posizionandosi come alleato, se non come partecipante. Una sequenza particolarmente significativa (a cui si tornerà più avanti) suggerisce un coinvolgimento personale, sfumando il confine tra solidarietà e identificazione. Attraverso Ennio, Il signore delle formiche amplia così il proprio orizzonte: il film critica non solo la repressione conservatrice, ma anche i silenzi della sinistra italiana e le contraddizioni del comunismo internazionale, in particolare rispetto all’URSS. In questo modo, il suo personaggio suggerisce che l’essere queer sia una questione politica che riguarda tutti. Allo stesso tempo, il fatto di non spingersi a rendere il personaggio anche solo leggermente più esplicitamente queer può essere facilmente percepito come una mancanza in nome dell’autocensura. Ciò è particolarmente evidente perché, nonostante la varietà di personaggi, il film evita qualsiasi rappresentazione esplicita di persone queer che si baciano o fanno sesso: in definitiva, è difficile non interpretare questa scelta come la volontà di realizzare un prodotto di cinema d’autore meno radicale e più normativo, piuttosto che un vero film queer.

Stereotipi & strategie di inclusione

Formiche e ambiguità

Il signore delle formiche di Amelio si sviluppa attraverso una struttura non lineare. Si apre durante una festa de L’Unità del Partito Comunista Italiano, con il film sovietico del 1957 Gli aeroplani volano bassi (The Cranes are Flying) che scorre sullo sfondo. Qui, il giornalista Ennio osserva Braibanti ed Ettore insieme in un momento di conversazione intima. La scena introduce anche la metafora ricorrente delle formiche: Braibanti non era solo poeta e drammaturgo, ma anche mirmecologo, e dopo aver osservato la coppia, Ennio soffia via una formica dalla propria mano. L’immagine ricorre alcune sequenze dopo in inserti sulle formichiere, utilizzati per mascherare i salti temporali, e in riferimenti dialogici, ma il suo significato preciso rimane in parte sfuggente. A volte le formiche suggeriscono fragilità, altre volte oggetti scientifici soggetti a osservazione o manipolazione, proprio come Braibanti diventa durante il processo. Tuttavia, il film non fissa mai la metafora, lasciandone il senso diffuso. Data la sua prominenza, questa mancanza di chiarezza rischia di indebolirne la potenza: invece di illuminare l’ingiustizia subita da Braibanti, le formiche rimangono un motivo evocativo ma poco sviluppato.

La testimonianza di Ettore

Dall’apertura, il film si sposta sul momento cruciale della rimozione forzata di Ettore Tagliaferri dall’appartamento romano condiviso con Braibanti nel 1965, prima del suo ricovero in una struttura psichiatrica. Un lungo flashback ricostruisce la loro relazione durante la prima ora del film, ma il processo domina il secondo atto. Fin dall’inizio, il procedimento è mostrato come irrimediabilmente di parte: ogni parola e gesto viene distorto per confermare la colpevolezza di Braibanti. Il culmine emotivo si raggiunge nella testimonianza di Ettore. Ripreso in un lungo primo piano senza tagli, il suo nervosismo e il trauma sono resi dolorosamente visibili – capelli irregolari e cicatrici dei trattamenti elettroshock segnano il suo corpo. L’attore Leonardo Maltese offre una performance finemente graduata: inciampa all’inizio, timoroso e esitante, per poi diventare luminoso quando afferma la verità della sua relazione con Aldo, insistendo, di fronte a una domanda guida, che «non esistono rapporti non naturali». Maltese coglie con maestria il modo in cui la felicità e la sicurezza di Ettore svaniscono, mentre percepisce come le sue parole vengano distorte dal tribunale, persino per essere usate contro l’uomo che ama.

Nel complesso, la sequenza lo allinea con le figure più giovani e idealiste del film, tra cui Ennio e Graziella, e in contrasto con l’Aldo più stoico e scettico. Qui Ettore parla con sincerità dell’amore queer, mentre Aldo, pressato in precedenza da Ennio per fare lo stesso, rimane scettico, rifiutando con amara ironia la “lezione” del giornalista. Questa tensione – tra l’idealismo della giovinezza e la cautela stanca dell’esperienza vissuta – costituisce il nucleo drammatico del film.

La sessualità non espressa di Ennio

Un’esplorazione più sottile dell’identità queer emerge in un episodio successivo, legato alla sentenza di appello del processo a Braibanti (nel 1969). Ordinato di abbandonare il caso, il suo direttore lo accusa di essere troppo coinvolto personalmente («sembra quasi… un fatto personale»), osservando: «ho sbagliato a dare questo incarico a uno come te». In risposta, Ennio scompare per un po’, prima che Graziella, sua cugina attivista, lo trovi in un ristorante. Il loro scambio, girato in toni caldi di marrone e giallo a contrasto con i bianchi e i grigi freddi della redazione, porta un sottotono intimo. Quando Ennio afferma che l’appello «deve andare bene… sai perché?», lei risponde semplicemente: «So tutto». Il dialogo evita definizioni esplicite, ma apre silenziosamente uno spazio per un potenziale queer – meno sull’outing o sulla categorizzazione, più sulla condivisione di conoscenza e sul riconoscimento reciproco. In questo rifiuto di spiegare tutto, Amelio accenna alla realtà vissuta della queerness nella Italia degli anni Sessanta: identità non riconosciute nel discorso pubblico, ma presenti, potenti e sostenute nella sfera privata. Se il film tende spesso al didattico, qui la sua misura risulta più efficace, offrendo uno scorcio sottile di solidarietà e appartenenza nascosta.

Conversazioni

Cathy La Torre e Tommaso Zorzi intervistano il regista Gianni Amelio e gli attori Luigi Lo Cascio e Elio Germano (01Distribution, 9 settembre 2022).

Manuela Santacatterina intervista l’attore Elio Germano e l’attrice Sara Serraiocco per promuovere il film (HotCorn, 6 settembre 2022).

Conversazioni sul film con il regista Gianni Amelio e i principali membri del cast: Elio Germano, Luigi Lo Cascio e Sara Serraiocco (01Distribution, 6 settembre 2022).

“Gianni Amelio, Regista di Il signore delle formiche”. Su CinEuropa.org, 8 settembre 2022. Camillo de Marco intervista il regista Gianni Amelio.

«Ho tratteggiato quattro figure di donna che rappresentano altrettanti aspetti della coscienza femminile. C’è una madre che pensa che l’omosessualità sia una malattia e cerca di “guarire” il figlio omosessuale. Non possiamo giustificarla ma possiamo capirla, inserirla nel suo tempo. Poi abbiamo una madre affettiva fino a sacrificare se stessa, la madre di Braibanti. Nel film non ho potuto raccontare che quando Braibanti, partigiano durante la II guerra mondiale, fu catturato dai nazifascisti, lei è andata di persona a chiedere la sua liberazione. Poi c’è una ragazza che rappresenta la donna moderna, che si apre alle novità della società, una donna che partecipa al ‘68, che si pone al centro di una protesta per quel processo indegno. Una piccola protesta perché all’epoca la gente si vergognava di manifestare davanti al tribunale per il processo ad un “invertito”, come si diceva allora. Infine c’è una ragazza di 16 anni, che io trovo un personaggio toccante, bellissimo, che forse è innamorata segretamente di Ettore, e che quando il ragazzo è ormai partito per andare a vivere con Braibanti e la loro relazione è ormai impossibile, si occupa ancora di lui. Va a casa di Ettore a pulire, proprio mentre il ragazzo è rinchiuso in una clinica psichiatrica. È una donna che ama al di là del sesso».

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“Leonardo Maltese: ‘Recitare mi risolve la vita’”. Su Vanity Fair, 23 settembre 2022. Stefania Saltalamacchia intervista l’attore Leonardo Maltese.

«Ettore è semplicemente un ragazzo curioso che ha bisogno di respirare, di lasciarsi alle spalle l’ambiente opprimente del paesino. E Braibanti gli dà la letteratura, il teatro, l’arte. Lo porta a Roma e lui scopre addirittura che a Roma c’è una piramide. È entusiasta. In Tribunale dirà che era innamorato del suo intelletto. Di sicuro, lui e Aldo si volevano bene, ma non c’era nulla di morboso. Ettore l’ha seguito non perché era pazzo d’amore, ma perché con lui poteva esprimere se stesso».

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“Gianni Amelio on Lord of the Ants and the Still Pervasive Presence of Homophobia in Italy”. Su Variety, 10 settembre 2022. Nick Vivarelli intervista il regista Gianni Amelio.

Nick Vivarelli: «Nel film c’è un personaggio secondario che, come lei, viene dalla Calabria, e che dice che gli uomini gay hanno due possibilità: “O si curano o si ammazzano”. Questa frase è tratta dalla sua esperienza personale?»
Gianni Amelio: «Sì, è l’unica battuta del film che ho sentito con le mie orecchie. Avevo 16 anni e qualcuno, in un gruppo, riferendosi a me, disse quella frase».
NV: «Qual è, secondo lei, il pubblico ideale per Il signore delle formiche
GA: «Un insegnante delle scuole elementari nel Sud Italia che ha paura di fare coming out e dire apertamente di essere gay, perché teme che il giorno dopo le famiglie ritirino i figli dalla classe. E anche i genitori di bambini gay, che dovranno affrontare il giorno in cui i loro figli avranno il coraggio di fare coming out con loro».

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Processi produttivi e retoriche promozionali

Strategie produttive

Il signore delle formiche è prodotto da Simone Gattoni e Gaudy Rossi per Kavac Film e da Beppe Caschetto per IBC Movie, in collaborazione con Morino Zani e Malcom Pagani (Tenderstories) e Paolo del Brocco (Rai Cinema). In particolare, Kavac Film di Gattoni è una casa di produzione fondata nel 1997 da Marco Bellocchio e Francesca Calvelli, dedicata al cinema d’autore e d’arte, mentre IBC è il braccio produttivo strettamente collegato alla importante agenzia di talenti bolognese ITC2000 di Caschetto. Tenderstories è una società di produzione e promozione di talenti (per il cinema ma anche per le arti visive), con ambito internazionale.

Per quanto riguarda il finanziamento pubblico, Il signore delle formiche ha ricevuto il sostegno della Emilia Romagna Film Commission (parte del film è girata nei dintorni di Piacenza) e della Regione Lazio (altre sequenze sono ambientate a Roma). Ha inoltre ottenuto supporto dal Ministero della Cultura, con 300.000 € di contributo competitivo e ulteriori 2,7 milioni di € forniti come credito d’imposta alle tre principali case di produzione (fonte).

Alla presentazione del film al Festival di Venezia, durante una conferenza stampa, Amelio parla della sua ideazione: Bellocchio, presso Kavac, aveva inizialmente offerto al regista la possibilità di realizzare un documentario su Braibanti, in vista del suo precedente documentario sulle persone LGBT in Italia (Felice chi è diverso, che avrebbe dovuto includere un’intervista a Braibanti, sebbene egli fosse già malato e fosse scomparso nell’anno di uscita del film). Amelio ha controproposto un film di finzione, da scrivere insieme ai giovani sceneggiatori Edoardo Petti e Federico Fava, e Kavac ha accettato.

Sebbene vi siano poche informazioni dirette sul contributo di Rai Cinema alla produzione, né sulle sue motivazioni, in una conferenza stampa riguardante il palinsesto del servizio pubblico nell’aprile 2021, Il signore delle formiche viene presentato indirettamente all’interno di una più ampia retorica produttiva. Intitolata A riveder le stelle, parafrasando la conclusione dell’Inferno di Dante in riferimento all’uscita dal periodo pandemico, Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, afferma, dopo aver delineato il mandato economico della società:

“E poi c’è l’aspetto culturale. Soprattutto in questo momento, siamo consapevoli dell’importanza di un’offerta cinematografica ampia e utile al racconto del nostro Paese, alla condivisione dei valori che ci accomunano, alla tenuta identitaria che oggi, in un mondo globale che ha mostrato tutte le sue criticità – anche all’interno del settore audiovisivo – rappresenta uno degli obbiettivi se non la sfida più importante per la nostra industria culturale” (fonte).La dichiarazione ci offre un’idea di come Il signore delle formiche, film che scava in una storia importante di omofobia in Italia, si inserisca in questo processo di narrazione critica del Paese, parte dell’impulso sociale del broadcaster.

Retoriche promozionali

L’identità visiva principale della campagna pubblicitaria de Il signore delle formiche, ossia il manifesto principale e i vari poster coerenti con la sua estetica, non mette al centro in alcun modo i temi dell’omofobia, delle relazioni queer o della diversità. Piuttosto, essa valorizza gli attori (in particolare Germano, con i profili di Maltese e Lo Cascio) e mette in primo piano l’identità del regista. Lo stesso vale per la promozione internazionale del film (in lingua inglese e francese). In altre parole, il film viene presentato più come un biopic storico firmato da un autore con attori affermati, piuttosto che come un film a tema LGBTQ+.

Conversazioni

Il regista Gianni Amelio e i principali membri del cast del film, insieme ai produttori Morino Zani, Paolo Del Brocco e Simone Gattoni, al Festival di Venezia. Per motivi di tempo, i produttori non prendono la parola (RaiPlay, 2022).

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“Amelio: ‘Un film che dà coraggio a chi non può averlo’”. Su Cinecitta News, 6 settembre 2022. Articolo di Cristiana Paternò, che include anche il racconto di Amelio sulla genesi del film.

«Dopo Felice chi è diverso mi considerano uno specialista del tema. Con Aldo Braibanti ci eravamo parlati tante volte ma non ero riuscito a intervistarlo a quell’epoca perché non stava già bene. Avevo trovato dei documenti sul suo interesse per le formiche e poco più, quindi ho detto no alla proposta di Bellocchio di fare un documentario su di lui e ho rilanciato con l’idea di un film di finzione che ho voluto scrivere con due giovani sconosciuti come Edoardo Petti e Federico Fava».

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“Le storie siamo noi”. In Prima Comunicazione, 27 settembre 2022. Marina Cappa intervista il produttore Moreno Zani (Tenderstories).

Moreno Zani: «Quando le persone erano a casa [per la pandemia] avevano bisogno dei contenuti. Oggi i contenuti possono essere fruiti su tutti i device possibili. Me ne accorgo con i miei figli, che hanno 16 e 12 anni: la tv generalista non la guardano neanche da lontano, in compenso stanno sempre sulle piattaforme, e vedono moltissimi film sul telefono». 

Marina Cappi: «Quindi Tenderstories vuole raccontare loro storie che li appassionino».

MZ: «Il contenuto, è il nostro punto di partenza». 

MC: «Ma secondo lei, quali sono le storie che il pubblico cerca? » 

MZ: «Noi ci siamo dati una linea editoriale. L’anno scorso abbiamo prodotto Marx può aspettare di Marco Bellocchio, quest’anno Bones and All, il film di Amelio… Sono storie di vita, di passione e amore profondo, qualcosa che tocca l’anima».

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Circolazione e ricezione

Circolazione

Il signore delle formiche è stato presentato in anteprima al 79° Festival del Cinema di Venezia il 6 settembre 2022, ottenendo immediatamente una grande visibilità. È stato successivamente distribuito nelle sale appena due giorni dopo, capitalizzando tale visibilità. Alla conferenza stampa di Venezia, citata sopra, il film è stato esplicitamente presentato in termini dei suoi temi LGBTQ+. Infatti, il regista (che ha fatto coming out pubblicamente nel 2014) ha parlato apertamente anche di un momento di infelicità legato a una storia d’amore avvenuta durante le riprese. L’apertura di Amelio, insieme all’importanza della storia di Braibanti, è stata applaudita in modo commovente da Franco Grillini, Presidente Onorario di Arcigay e direttore responsabile di GayNews.it.

Il film ha poi avuto una significativa presenza in 71 festival cinematografici nazionali e internazionali dalla sua uscita, inclusi, più recentemente, alcuni omaggi al regista (ai festival di Pesaro e Lucca). Tra questi, figurano prestigiosi festival internazionali in tutto il mondo (Busan, Chennai, Chicago, Rio, Salonicco, Tbilisi), così come molti festival del cinema italiano all’estero (Copenaghen, Londra, Minneapolis, Tokyo, Villerupt). Ciò che colpisce, tuttavia, è la relativa assenza di festival a tema queer nel programma: il film è stato presentato come parte della sezione LGBTQ+ del Taipei Golden Horse Festival, ma gli altri festival erano tutti di carattere generale. Questo riflette evidentemente il posizionamento del film come biopic d’autore di interesse più generale, ma segnala forse anche una più ampia integrazione dei temi LGBTQ+, almeno a questo livello di produzione di qualità.

Per quanto riguarda l’uscita cinematografica generale, il film ha debuttato su 420 schermi in Italia, incassando oltre €430.000 nel weekend di apertura, per poi vedere un aumento del numero di schermi nella seconda settimana, arrivando a 470. La programmazione in sala è durata circa dieci settimane. Nonostante la presenza globale nei festival, il film non è stato distribuito in modo esteso nei mercati internazionali. Box Office Mojo riporta soltanto due brevi programmazioni in Spagna e Nuova Zelanda, entrambe nell’estate 2023.

Per quanto riguarda la distribuzione post-cinematografica, il film è attualmente disponibile sulle piattaforme streaming, tra cui HBO Max in gran parte dell’Europa centrale e orientale, mentre in Italia è disponibile in streaming su RaiPlay e tramite TVoD su una serie di altri servizi (TIMVision, Apple TV, Amazon, Rakuten). Le edizioni DVD e BluRay, prodotte da 01 Distribution, sono state pubblicate il 29 dicembre 2022. Il film è inoltre disponibile in Australia, Brasile, Giappone e Svezia, su servizi locali SVoD e TVoD.


Festival (selezione)

  • Lucca Film Festival Omaggio a Gianni Amelio 2025
  • Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival Retrospettiva Gianni Amelio 2025
  • Festival du Cinéma Italien de Bastia Competition 2024
  • Festival de Cinema Italiano no Brasil Mostra Inéditos 2023
  • Taipei Golden Horse Film Festival LGBTQ+ 2023
  • Festival du Film Italien de Villerupt Hors Competition 2023
  • Arena Nuovo Sacher Panorama 2023
  • Eolie in Video – Un Mare di Cinema Panorama 2023
  • Cinema Made in Italy Copenaghen Panorama 2023
  • Italcine – Ciclo de Cine Italiano en Colombia Panorama 2023
  • Italian Film Festival New Zealand Panorama 2023
  • Transilvania International Film Festival Supernova 2023
  • Festival del Cinema Italiano di Osaka Panorama 2023
  • Festival del Cinema Italiano di Tokyo Panorama 2023
  • 8 e 1/2 Festa Do Cinema Italiano Panorama 2023
  • Minneapolis Italian Film Festival Panorama 2023
  • Semana de Cine Italiano Contemporaneo Panorama 2023
  • Festival Cinematografico Internacional de Uruguay Trayectorias 2023
  • Festival de Malaga – Malaga Film Festival Mosaico Panorama Internacional 2023
  • Italian Film Festival London – Cinema Made in Italy Panorama 2023
  • Chennai International Film Festival World Cinema 2022
  • Festival do Rio Mostra Panorama 2022
  • Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano de L’Habana Panorama Contemporaneo Internacional 2022
  • Hainan Island International Film Festival Panorama 2022
  • Tbilisi International Film Festival European Film Forum 2022
  • International Thessaloniki Film Festival Special Screenings 2022
  • MittelCinemaFest Panorama 2022
  • SIFF’s Cinema Italian Style Panorama 2022
  • Chicago International Film Festival Masters 2022
  • Busan International Film Festival Icons 2022
  • Fuoricinema Panorama 2022
  • ST. Ali Italian Film Festival Special Events 2022
  • Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Concorso 2022

Ricezione

Come già menzionato, il film ha avuto una distribuzione relativamente ampia in Italia, passando da 420 a 470 schermi nelle prime due settimane. Gli incassi dei primi due weekend hanno superato i €900.000, e in totale il film ha realizzato circa €1,7 milioni in Italia: sebbene significativamente inferiore al budget di produzione di 7 milioni di €, all’epoca, emergendo dalla pandemia di Covid-19, questo dato è stato considerato un segnale promettente della rinascita del cinema italiano. Secondo il rapporto Cinetel per il 2022, il film è stato il 43° per incassi dell’anno e il 12° miglior incasso tra i film italiani (complessivamente la 5ª miglior performance dei film di 01 Distribution).

Nei festival e concorsi a cui ha partecipato, il film ha ottenuto ampi consensi, con 23 nomination (inclusi miglior film, regia e attori come Lo Cascio, Serraiocco e Maltese, ai Ciak d’oro, Nastri d’argento e David di Donatello). Ha conquistato un totale di 18 premi, tra cui il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’argento e il Premio RB Casting Migliore Interpretazione Italiana, entrambi assegnati a Leonardo Maltese, il Premio Internazionale Migliore Sceneggiatura “Sergio Amidei” per la migliore sceneggiatura, conferito a Amelio, Petti e Fava, e il Grand Prix du Jury al Festival du Cinéma Italien de Bastia.

Questi dati si riflettono anche nelle recensioni generalmente positive del film. In Italia, la stampa critica ha apprezzato il film per la rappresentazione importante e attuale del caso Braibanti, considerando Il signore delle formiche come un’impressionante affermazione del cinema moralmente e politicamente impegnato. Il cast è stato ampiamente lodato, in particolare Lo Cascio e Maltese, ma anche le interpreti femminili Sara Serraiocco e la cantante lirica divenuta attrice Anna Caterina Antonacci, che interpreta la madre di Ettore. Alcune recensioni hanno inoltre evidenziato critiche al film, per il suo affidarsi all’intellettualismo, ai dialoghi densi e al ritmo lento, così come al funzionamento non sempre efficace del simbolismo. Questi temi sono ampiamente rappresentati anche dalla stampa estera, sebbene limitatamente alle recensioni scritte durante il Festival di Venezia.

Le recensioni degli utenti sono per lo più positive. Su IMDb il film ha un punteggio di 6,7 (che sale rispettivamente a 6,9 e 7,0 per gli utenti italiani e statunitensi), su Letterboxd ha 3,3 su 5, mentre su MyMovies, il sito italiano, la media è di 3,6 – anche se le recensioni degli utenti la portano a 3,9. Molti degli stessi aspetti positivi e negativi evidenziati dalla critica emergono anche nelle recensioni degli utenti: il peso politico del film e le importanti interpretazioni del cast, mentre il ritmo lento del film rappresenta l’aspetto più criticato. Una critica particolarmente ricorrente tra gli utenti riguarda il cameo fugace di Emma Bonino (in un primo piano stridente e anacronistico) nel film: pensato per stabilire parallelismi tra il caso Braibanti e le difficoltà storiche del Partito Radicale, evidentemente non è stato percepito dagli utenti. Tuttavia, le recensioni degli utenti riconoscono anche i temi LGBTQ+ del film, in modo molto più esplicito rispetto alla stampa critica (dove il film rimane più un successo d’autore e politico). Ciò si manifesta sia in termini positivi sia negativi: da un lato, gli utenti apprezzano ampiamente il ruolo di Elio Germano come personaggio implicitamente queer e comunista; dall’altro, il film è criticato per evitare quasi del tutto qualsiasi rappresentazione esplicita di rapporti sessuali gay.

Conversazioni

Il signore delle formiche sul podio: crescono gli schermi”, su Rai.it, 2022. L’articolo riporta una dichiarazione di Luigi Lonigro, amministratore di 01 Distribution.

«Dopo essere stato secondo, nel primo weekend di uscita, solo al blockbuster Minions 2, il bellissimo film di Gianni Amelio da lunedì è al primo posto del box office italiano. […] In un mercato che ancora stenta a decollare, gli incassi e le presenze riscontrate per Il signore delle formiche dimostrano che finalmente si sta riattivando quella fascia di spettatori che più di ogni altra è stata allontanata dalle sale cinematografiche dai timori e dalle prescrizioni sanitarie post pandemiche: quello stesso target di pubblico che sta generando uno straordinario passaparola che trova conferma negli incassi del film, in continua crescita».

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Critica italiana e straniera

Critica italiana 

Paolo Nizza, “Il signore delle formiche, la recensione del film di Gianni Amelio in prima tv su Sky”, SkyTg24, 13 febbraio 2023.

«Il signore delle formiche ti conquista perché non ha alcun interesse a rappresentare l’ennesimo martire. Anzi, Barbanti (un ottimo Luigi Lo Cascio) è una figura dalla personalità ispida, lontano anni luce dal bon ton e dalle convenzioni sociali. Ed è per questo che mostrarlo innamorato perso di Ettore, commuove ed emoziona. Peraltro, Leonardo Maltese, l’esordiente che veste i panni di Ettore, e che forse avrebbe meritato il Premio Marcello Mastroianni dedicato agli attori emergenti. Superlativa pure la performance di Elio Germano, giornalista in forza alla redazione di L’Unità che sin dalle prime ore si schiera, senza sé e senza ma a fianco di Braibanti nonostante le ubbie e le perplessità del direttore del quotidiano del Partito Comunista italiano».

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Emma Brocardo, “Pregi e difetti de Il signore delle formiche di Gianni Amelio”, Wired.it, 7 settembre 2022.

«L’impressione è che ognuno dei personaggi sia lì a incarnare un concetto astratto: l’intellettuale perseguitato, il giornalista coraggioso che mette a repentaglio la carriera per raccontare la verità, il ragazzo vittima della famiglia e di una religione bigotta e crudele, la giovane donna che scopre la sua vocazione per la politica e l’impegno sociale».

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Gabriele Niola, “Il signore delle formiche, la recensione”, BadTaste.it, 6 settembre 2022.

«Il signore delle formiche questo vuole essere, così intenso e profondo da essere costellato di una recitazione enfatica e teatrale, dialogato con un italiano da libro di testo che fa dire a persone comuni cose come: “Ma che triste approdo la bestemmia” o “Abbiamo camminato tanto per arrivare dove?” nel mezzo di conversazioni ordinarie. Un film […] non riesce a gridare di furore mai ma preferisce apparire elevato appaltando ad un intellettualismo molto di facciata la certificazione del proprio status, cercando il name dropping (da Hemingway a Moravia fino a Levi), il fare affettato e le voci impostate.

Non manca nessun punto dalla lista degli elementi del “cinema di papà” dei nostri anni, incluso il più scontato parallelo tra la vita del protagonista e la sua professione, cioè lo studio delle formiche. Metafore così meccaniche e prevedibili da rendere subito il film uguale a mille altri, impedendogli subito di avere un senso suo vero e personale, dolori raccontati in maniere così smaccate da depotenziare qualsiasi empatia, come quando la madre di Braibanti si trascina fino al centro di una piazza per accasciarsi come sotto ad un immaginario riflettore dopo aver letto una scritta sul muro ingiuriosa nei confronti del figlio».

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Recensione de Il signore delle formiche di Anna (utente @Alannadi), su Letterboxd.com, 06 settembre 2022.

«Il signore delle formiche non funziona. È la quota Rai Fiction mancata (con tanto di fotografia scialba) che al Festival di Venezia piace tanto rispettare, giusto per avere un film italiano in concorso in più.
Innanzitutto è l’ennesimo film in cui l’omosessualità del protagonista, che qui dovrebbe essere un elemento fondamentale ai fini della trama, è completamente “sanitizzata”: non c’è un bacio, una carezza veramente affettuosa tra Braimanti e il giovane allievo. […] 
Della stessa unidimensionalità è vittima il personaggio di Braimanti, che rimane freddo, imperturbabile fino alla fine. Rimane il ritratto di un intellettuale che si esprime solo con citazioni e aforismi e che non ci fa mai sentire veramente la sua voce».

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Critica straniera 

Jude Dry, “‘Lord of The Ants’ Review: Italy’s Homophobic Past, with Too Many Insect Metaphors”, IndieWire, 10 settembre 2022.

« And who could forget the ants? Written by Amelio with Edoardo Petti and Federico Fava, the script is desperate to squeeze meaning and metaphors from the tiny insects that are imprisoned in their terrariums — just like Aldo. The writers also try to eke romantic dialogue from the queen carrying sperm of many males until she buries herself in the ground to lay eggs.
The three leading men give noble performances, and the impressive period costumes and sets give a nostalgic cast to the dour proceedings. Post-Berlusconi Italy has miles to go before dealing with its homophobic past and “Lord of the Ants” may mark an important historical reckoning. There are beautiful elements here, but it’s hard to take them all in».

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