Il gusto amaro dell’integrazione
a cura di Pierandrea Villa
Introduzione
24 febbraio 2022
81′
Hleb Papou
Giuseppe Brigante, Emanuele Mochi, Hleb Papou
Clemart, Mact Productions, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Lazio
Luca Nervegna
Fabrizio Paterniti Martello, Fabrizio Franzini
Andrea Boccadoro
Germano Gentile, Maurizio Bousso, Ilir Jacellari, Giancarlo Porcacchia, Marco Falaguasta, Simona Senzacqua, Hedy Krissane, Ina Gjika, Antonio Veneziano
Fandango
Galleria immagini
Locandina

Trailer
Pressbook

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi
Narrazione & personaggi
Daniel e Patrick sono due fratelli di seconda generazione di origine camerunense. Il primo è un agente della celere, mentre il secondo è a capo del comitato di occupazione di una palazzina in zona San Giovanni a Roma. Le storie dei due fratelli convergeranno drammaticamente quando Daniel sarà costretto a partecipare allo sgombero della palazzina.
Tutto il film si regge sul dilemma di Daniel, diviso tra un desiderio di integrazione e il tradimento delle sue origini e della sua famiglia, e attraverso questo dispositivo narrativo mostra la difficile condizione identitaria dei cittadini di seconda generazione. D’altro canto la vicenda di Patrick esemplifica le difficoltà sociali ed economiche dei cittadini di origine straniera nel nostro paese attraverso il racconto delle dinamiche quotidiane di una palazzina occupata.
Pur focalizzandosi sulle scelte di vita agli antipodi dei due fratelli, il film insiste costantemente sull’ambiguità, la sfumatura e l’interferenza. La cosa è evidente già dalla prima scena del film in cui vediamo dei manifestanti di origine straniera scontrarsi con una squadra della celere. Subito dopo lo scontro, la nettezza delle posizioni di queste due fazioni viene meno nel momento in cui Daniel si toglie il casco della divisa mostrando la sua fisionomia. Il modello di integrazione rappresentato da Daniel non è affatto indolore e rifiuta qualsiasi dinamica di rappresentazione assimiliazionista della diversità. La cosa è particolarmente evidente nella scena in cui va a prendere suo fratello in questura senza divisa e viene trattato dagli agenti come un qualsiasi immigrato. Anche nel suo stesso contesto lavorativo le origini di Daniel vengono costantemente segnalate dai suoi compagni di squadra a partire dal nomignolo affibbiatogli: Ciobar, una miscela di latte e cioccolato e per estensione di bianco e nero. Inoltre durante gli addestramenti in caserma l’agente provocatore fa continui riferimenti alla madre sul barcone. Tuttavia il compromesso più importante che Daniel è costretto ad accettare riguarda la sua famiglia in quanto sa che per mantenere il suo posto in quell’ambiente deve nascondere la sua parentela con Patrick e la madre e inventarsi una backstory diversa. Ciononostante prima di uno sgombero, successivamente revocato, decide di avvisare la famiglia dell’evento.
Tutto il film muove verso lo sgretolamento di questo precario equilibrio di Daniel fino al suo inevitabile coinvolgimento nello sgombero della palazzina occupata dove vive la famiglia. Nel corso del film Daniel è sempre più stanco, violento e meno in grado di reggere l’ambiguità della sua condizione. Questo dramma si rivela nei momenti in cui il protagonista oscilla verso un estremo o l’altro della sua identità instabile come esemplificato in due scene in particolare. La prima, mentre non è in servizio, è l’aggressione a uno degli occupanti, con tanto di insulti razzisti, mentre è in visita alla madre; l’altra, mentre è in servizio, è la decisone di dare inizio alla carica durante una manifestazione di estrema destra poiché non riesce a tollerare le dichiarazioni razziste di uno dei manifestanti.
Sul piano della rappresentazione della diversity il film ha il merito di non isolare i due protagonisti, che al contrario sono immersi in una comunità plurale pienamente multiculturale, aspetto delineato in particolare dalle sequenze dedicate al contesto di Patrick. Anche in questo caso gli elementi in campo sono chiari sin dalla presentazione del personaggio durante una delle assemblee del comitato di occupazione. Nel corso della scena l’enunciazione dell’appello è sufficiente a delineare lo spaccato di un modello di convivenza tra persone con background etnico- razziali diversi, accomunati da una vita in bilico segnata dalla spada di Damocle dello sgombero. La stessa vita familiare di Patrick racconta con efficacia la complessità e la pluralità del tessuto sociale italiano in quanto questa è formata da un cittadino nero di seconda generazione – Patrick stesso –, un’immigrata albanese e il loro figlio Davide.
Stereotipi & strategie di inclusione
Divergenza, convergenza e isolamento
Il legionario si muove tra poli opposti che si attraggono e si respingono, compromessi tra situazioni che sembrano inconciliabili, divergenze e convergenze di posizioni e identità soggettive. Questa dinamica che attraversa tutto il film si condensa però in una scena in particolare in cui i due fratelli si confrontano in un accesso dialogo. Daniel raggiunge la madre e il fratello nella palazzina per avvisarli che il giorno seguente è previsto lo sgombero, proponendogli di lasciare l’edificio e venire a stare da lui. A questo punto Patrick affronta il fratello rinfacciandogli la sua condizione ambivalente. Il dialogo che ne scaturisce è un momento rivelatore in cui emergono simultaneamente gli aspetti che accomunano Patrick e Daniel e la distanza che li separa. Durante il confronto si fa riferimento all’infanzia dei due fratelli passata insieme nella palazzina occupata, mentre gli insulti che si rivolgono vicendevolmente sottolineano come le loro scelte di vita li abbiano portati letteralmente sui due lati opposti della barricata. Inoltre la costante allusione a una promessa fatta da Daniel alla famiglia richiama alla condizione di precario equilibrio e di costante compromesso che vive il protagonista tra le sue origini e il faticoso inserimento nella società. Il dialogo è particolarmente significativo perché connota una serie di scene successive rendendo il film un racconto sull’integrazione cupo e disincantato. Al confronto col fratello segue una scena in cui Daniel fa un incubo in cui irrompe nella palazzina e aggredisce il fratello e la madre. Nella scena successiva una telefonata rivela che Daniel non si è presentato al lavoro il giorno seguente.
Questa sequenza di scene esemplifica la condizione di Daniel in quanto soggetto, mostrando una condizione che per quanto apparentemente scissa in termini dualistici è in realtà il risultato di un costante lavoro di convergenza e di commistione di aspetti apparentemente inconciliabili.
Se si legge il finale del film alla luce di queste considerazioni, Il legionario si rivela un racconto sull’integrazione dalle tinte amare. L’equilibrio di Daniel si rompe definitivamente nel momento in cui è costretto a partecipare allo sgombero della palazzina, nonostante l’ennesimo tentativo di sottrarsi. Nel corso dell’operazione, da un lato, sarà costretto ad arrestare personalmente il fratello Patrick, dall’altro, sarà smascherato circa le sue origini davanti ai suoi compagni di squadra e al suo superiore. In tal senso, Il legionario ci mostra due possibili scenari di integrazione: quello della resistenza che porta a una vita complicata e alla repressione o quello assimilazionista che richiede condizioni forse ancora più dure sul piano della negoziazione dell’identità del soggetto. Il tradimento tanto paventato da Daniel è infatti l’unica condizione alla quale i suoi compagni di squadra sono disposti ad accettarlo e includerlo nel gruppo dei pari.
Gli sguardi disprezzanti che Patrick e il caposquadra rivolgono a Daniel al termine dell’operazione rivelano infatti il fallimento del suo tentativo di conciliare i suoi due mondi, aprendo a uno scenario in cui il protagonista, nell’estremo tentativo di farli coesistere, rimane isolato.
Conversazioni
I due attori Maurizio Bousso e Germano Gentile insieme al regista Hleb Papou presentano il film durante la Festa del Cinema di Roma 2021 (Fred Film Radio, 15 ottobre 2021).
Il regista ripercorre il processo creativo che ha dato origine al film, dal cortometraggio omonimo alla ricerca sul campo condotta insieme agli autori della sceneggiatura (Tutta Scena1, 23 febbraio 2022).
Il regista racconta le motivazioni dietro la scelta del titolo e si concentra sull’esigenza di raccontare le seconde generazioni e l’emergenza abitativa rigettando la retorica (SpettacoloEu, 8 marzo 2022).
Il regista parla del risultato ottenuto al Festival del Cinema di Locarno (agosto 2021).
I due protagonisti raccontano l’esperienza sul set e il rapporto con i personaggi (HotCorn, 16 ottobre 2021).
“‘Il legionario’: per raccontare la realtà devi entrarci dentro”. Su Rolling Stones, 16 ottobre 2021. Intervista di Luca Barnabé a Hleb Papou.
«Volevo evitare la lezioncina di chi ti racconta una realtà con il dito alzato, come a volte accade in certo cinema d’autore, io non ho lezioni da dare»
“Il legionario, esce al cinema l’opera prima di Hleb Papou”. Su Fabrique du Cinéma, 23 febbraio 2022. Intervista di Luca Ottocento a Hleb Papou.
«Tutto ha avuto origine da un’immagine che mi è venuta in mente diversi anni fa: quella di un poliziotto di colore, nato e cresciuto in Italia, che indossa la divisa da celerino».
“L’urgenza del presente”. Su Filmidee, 25 febbraio 2022. Intervista della redazione a Hleb Papou.
«Volevo evitare i cliché, gli argomenti triti e ritriti. Io, Mochi e Brigante puntavamo a una storia dell’Italia del presente, andando oltre gli stereotipi, cercando di fare un racconto più onesto possibile».
“Hleb Papou e l’ottimo esordio del suo ‘Il legionario’. Intervista al giovane regista”. Su Taxi Drivers, 16 ottobre 2021.
Intervista di Veronica Ranocchi a Hleb Papou. «Avevamo una forte esigenza, soprattutto io, di raccontare questa storia andando oltre gli stereotipi, il pietismo, la retorica, il buonismo. Avevamo l’esigenza di urlare che l’attualità italiana è questo».
“Hleb Papou: ‘ho fatto ‘Il Legionario’ per il pubblico, non per un algoritmo’”. Su Cinecittà News, 7 novembre 2022.
Intervista di Carlo D’acquisto a Hleb Papou.«Il film ha un suo valore politico, ma non è ideologico, propagandistico. Un conto è presentare un problema che esiste dal punto di vista politico, dall’altro è sbandierare e dire quelli sono cattivi e quegli altri sono dei santi».
“Germano Gentile, io attore nero oltre gli stereotipi”. Su Ansa, 23 febbraio 2022. Intervista di Francesca Pierleoni a Germano Gentile.
«Ormai Daniel lo sento parte di me. Abbiamo avuto esperienze di vita molto diverse ma comprendo quel tipo di cameratismo, io l’ho vissuto giocando a calcio per oltre 20 anni. Poi in provincia, noi ragazzi di colore eravamo pochi, e siamo cresciuti sentendo certe battute».
Processi produttivi e retoriche promozionali
Strategie produttive
Il film è stato prodotto con il sostegno del Mic – Direzione generale Cinema e Audiovisivo e di Regione Lazio, nel contesto del programma Lazio Cinema International. Il titolo vede inoltre il cofinanziamento dell’Unione Europea.
Come dichiarato dal regista nel press book, il film nasce dall’esigenza di raccontare, da un lato, la condizione di vita di immigrati e cittadini di seconda generazione, dall’altro, di rappresentare l’emergenza abitativa che sta investendo l’Italia. Tuttavia, la visione del regista prende forma già nel 2014 dall’immagine di un poliziotto nero in uno dei reparti più duri della Polizia. Alla base del film c’è il lavoro fatto dal regista nel suo cortometraggio di diploma al Centro Sperimentale dallo stesso titolo, che affronta in parte le stesse tematiche, ma che non ha potuto contenere tutto il bagaglio di informazioni che il regista aveva raccolto durante la preproduzione di quell’opera. La casa di produzione Clemart si è interessata al progetto proprio a seguito della visione del corto riconoscendovi «la potenzialità della regia di Papou e la potenza della storia» (Taxi Drivers, 4 marzo 2022) e intravedono da subito la possibilità di un buon percorso festivaliero.
Dal punto di vista strettamente produttivo il film è stato girato in soli 19 giorni durante la pandemia. Le riprese si sono svolte all’interno di un palazzo realmente occupato situato in via Santa Croce in Gerusalemme e passato agli onori della cronaca perché l’elemosiniere del Papa, nel 2019, staccò i sigilli apposti al generatore di corrente – evento poi ripreso in una scena del film. Il regista per avere un quadro reale della situazione di emergenza abitativa e approfondire le sue ricerche con lo scopo di restituire un racconto autentico ha vissuto nello stabile per un periodo di tempo indefinito prima di iniziare le riprese. Nel film compaiono, infatti, alcuni dei 480 abitanti reali dello stabile, come la persona che interpreta Valencia. Il regista si è avvalso inoltre della collaborazione di Sabina Guzzanti – presente in un cameo nel film – che aveva trattato il tema dell’emergenza abitativa nel documentario Spin Time che fatica la democrazia!. In particolare l’attrice e regista è stata contattata «per ricostruire un po’ la situazione di solidarietà che si crea quando nel palazzo viene staccata la luce» (La rivista del Cinematografo, 15 ottobre 2021). Anche la scrittura dei personaggi della squadra mobile si è avvalsa di un consulente che ha in parte ispirato la costruzione del personaggio Aquila – a capo della squadra nel film.
Retoriche promozionali
La strategia di promozione del film si è concentrata soprattutto sul successo riscontrato da film presso i festival del cinema nazionali e internazionali, in particolare la vittoria del prestigioso Pardo per la Regia nel concorso Cineasti del Presente conseguito presso il festival di Locarno. Nei giorni che hanno preceduto l’uscita in sala sono state diffuse interviste a mezzo stampa e sui canali ufficiali dei festival in cui si è focalizzata l’attenzione sui temi del film e in particolare sul racconto delle seconde generazioni e dell’emergenza abitativa. Nel corso di questi dialoghi sul film è stata dedicata molta attenzione al taglio che il regista ha voluto dare al film, rifiutando da un lato la dicotomia e il dualismo, dall’altro posizioni paternaliste ed edulcorate rispetto alla realtà rappresentata. Parte di questo discorso attorno all’opera si è focalizzato inoltre sull’autenticità del film data non solo dal processo di ricerca preliminare – anche sul campo – portato avanti da regista e sceneggiatori, ma anche dal coinvolgimento di Germano Gentile e Maurizio Bousso nel cast. I due attori hanno infatti una storia personale che ricalca per certi versi quella dei personaggi che interpretano in quanto il primo, nato in Brasile, è stato adottato da genitori italiani, mentre il secondo è nato e cresciuto a Roma da madre etiope e padre senegalese.
Conversazioni
“‘Il legionario’: intervista ai produttori della Clemart Gabriella Buontempo e Massimo Martino”. Su Taxi Drivers, 4 marzo 2022. Veronica Ranocchi intervista Gabriella Buontempo e Massimo Martino.
«Noi scegliamo le nostre produzioni basandoci su quello che ci emoziona. Poi casualmente, alla fine, c’è sempre dietro un discorso molto sociale. Ma di base non c’è mai un filo conduttore».
Circolazione e ricezione
Circolazione
Il film è distribuito in Italia da Fandango che cura anche le vendite estere. All’estero la distribuzione è affidata a Hbo Europe (in Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Moldavia, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria) e Telelatino (Canada).
Il film ha visto un’ampia circolazione presso i festival nazionali e internazionali che ne hanno rappresentato la maggiore finestra di visibilità. Si nota però l’assenza del film presso i festival esplicitamente tematici, ad eccezione del Afrobrix Film Festival di Brescia e del Terra di Tutti Film Festival di Bolgna. Per quanto riguarda l’uscita in sala, il film è stato disponibile in Italia per tre settimane in 22 cinema, periodo leggermente sopra la media per un esordio alla regia, forse dovuto al prestigio conseguito a seguito della vittoria del Pardo per la Regia nel concorso Cineasti del Presente presso il festival di Locarno. Inoltre in alcuni cinema d’essai come la Cineteca di Bologna il titolo è rimasto disponibile fino a tre settimane. Ciononostante il risultato al box office rimane contenuto con 28 mila euro circa. A tal riguardo bisogna però considerare il periodo di difficoltà per le sale cinematografiche a causa delle misure di contenimento della pandemia da Corona virus allora ancora in atto. Anche per quanto concerne il mercato secondario televisivo il film ha visto una diffusione sopra la media, non in termini di numero di passaggi, comunque limitati, ma di fascia oraria. Il legionario è infatti andato in onda due volte in prima serata, rispettivamente su Rai Movie e Rai Cinque. Si segnala inoltre la distribuzione internazionale del film, in particolare nell’area dei Balcani e nell’est Europa. Per quanto concerne le piattaforme di streaming, il film è disponibile su 18 cataloghi online distribuiti su 11 paesi europei.
Nonostante la visibilità del film sia sopra la media sia per quanto concerne la distribuzione in tal che la messa in onda, questa è comunque limitata e non rispecchia il successo ottenuto presso i festival. Questa condizione che accomuna molte opere prime è particolarmente rilevante per un film che non solo ha ottenuto uno dei premi più prestigiosi del circuito festivaliero europeo, ma che si inserisce anche nel film di genere e di conseguenza si presta alla diffusione presso il largo pubblico. Questo scenario indica ancora una volta un contesto – quello italiano – in cui il successo di distribuzione di un film sembra essere legato esclusivamente a parametri e caratteristiche come la firma autoriale di conclamata fama o la popolarità del cast.
Festival (selezione)
- Un’Estate al Cinema Panorama 2025
- Festival du Cinema Italien de Montelimar Panorama 2023
- Quinzaine du Cinema Italien a Chambery Panorama 2023
- Premio Apoxiomeno Panorama 2023
- Premio Cinema Giovane e Festival delle Opere Prime Concorso 2023
- 70 anni di passione e inclusione per il cinema Panorama 2023
- Il Cinema Indimenticabile Panorama 2023
- Premio Sergio Amidei Agora’ 2023
- Arena Cinematografica Monterosa Panorama 2023
- Barriera a Cielo Aperto Panorama 2023
- Nuovo Cinema Italia Panorama 2023
- Casilino Sky Park Panorama 2023
- Festival de Cinema Italiano a San Jose’ Panorama 2023
- Italian Film Festival (ITAFF) Panorama 2023
- Saldi! Bimbi Belli – Esordi nel Cinema Italiano Panorama 2022
- Afrobrix Film Festival Evento Speciale 2022
- Cinecitta’ Film Festival Concorso 2022
- Festival Cinema e Musica Panorama 2022
- Festival del Cinema Europeo di Lecce Finalista Premio Mario Verdone 2022
- L’Italia Che Non Si Vede Panorama 2022
- Popoli e Religioni – Terni Film Festival Concorso 2022
- SIFF’s Cinema Italian Style Panorama 2022
- Verso Sud Panorama 2022
- Cinema Made in Italy – Athens Panorama 2022
- CinemaItaliaOggi Balcani Panorama 2022
- Rassegna del Piccolo Cineclub Tirreno di Follonica Panorama 2022
- Terra di Tutti Film Festival Domenica Matinee 2022
- Cinema! Italia! Panorama 2022
- Italian Cinema Week South Africa Panorama 2022
- MoliseCinema Paesi in Lungo. Concorso Lungometraggi 2022
- Settimana del Cinema Italiano – Sudafrica Panorama 2022
- Arena San Biagio Panorama 2022
- Bimbi Belli Concorso 2022
- Piazze di Cinema Accadde Domani 2022
- Premio Monty Banks Concorso 2022
- OPEN ROADS: New Italian Cinema Panorama 2022
- Sotto le Stelle del Cinema Premio Cipputi 2022 – Menzione Speciale 2022
- Bellaria Film Festival Concorso Casa Rossa 2022
- Integrazione Film Festival Film d’Apertura 2022
- BAFF – Busto Arsizio Film Festival Made in Italy – Scuole 2022
- Festival Cinema du Monde de Sherbrooke Feature Film 2022
- Moviemov – Italian Film Festival Manila Italian Showcase 2022
- Semana de Cine Italiano Buenos Aires Panorama 2022
- Festival du Cinema Contemporain Italien de Tours – Viva il Cinema Concorso 2022
- Festival International du Film de Mons Les Premieres 2022
- Univercine Cinema Italien Competition 2022
- Frammenti di Festival Panorama 2022
- Moviemov – Italian Film Festival Italian Showcase 2022
- Cinenido – Visioni Disturbate Panorama 2022
- De Rome a Paris Panorama 2022
- Pune International Film Festival World Competition Films 2022
- Sudestival Concorso Lungometraggi 2022
- Corto Dorico Concorso Opere Prime Salto in Lungo 2021
- Festival del Cinema di Porretta Terme – Porretta Cinema Nomination Premio Elio Petri 2021
- Mostra de Cinema Italià de Barcelona Panorama 2021
- Salto in Lungo Panorama 2021
- Sottodiciotto Film Festival & Campus Esordio italiano 2021
- Appuntamento con il Cinema Italiano a Istanbul Panorama 2021
- CineMaOltre Palladium Film Festival Panorama 2021
- Istanbul’da Italyan Sinemasi Festivali Panorama 2021
- MittelCinemaFest Panorama 2021
- Rencontres du Cinema Italien a Toulouse Competition 2021
- Roma3FF Panorama 2021
- Visioni Italiane – Officinema Evento Speciale 2021
- Alice nella Citta’ Concorso Panorama Italia 2021
- Festival du Film Italien de Villerupt Competition 2021
- Incontri del Cinema d’Essai – Premio FICE Panorama 2021
- Annecy Cinema Italien Concorso 2021
- Costa Iblea Film Festival Premio Rosebud Opera Prima /Carrubo d’Oro 2021
- Hamburg International Film Festival Veto! 2021
- Locarno Film Festival – Festival Internazionale del Film di Locarno Concorso Cineasti del Presente 2021
- Cinema Made in Italy Copenaghen Panorama 2021
- Festival de Cinema Europeen de Les Arcs Industry Village Work in Progress 2020
Premi vinti
2023 Premio Cinema Giovane e Festival delle Opere Prime (festival):
Premio Giorgio Fanara Migliore Attore (Germano Gentile)
Premio per Opera Preferita dagli Studenti
2022 Asti International Film Festival (festival):
Premio Giuria Giovani
2022 Cinecitta’ Film Festival (festival):
Premio Migliore Film
2022 Bimbi Belli (festival):
Premio Migliore Attore (Germano Gentile)
2022 Premio Cipputi (concorso):
Menzione speciale
2022 BAFF – Busto Arsizio Film Festival (festival):
Premio BAFF – Made in Italy Scuole
2022 Univercine Cinema Italien (festival):
Prix du Public
2022 Sudestival (festival):
Menzione Speciale della Giuria
2021 Annecy Cinema Italien (festival):
Premio Art Cinema – CICAE
2021 Costa Iblea Film Festival (festival):
Premio Rosebud Opera Prima “Carrubo d’Oro”
2021 Locarno Film Festival – Festival Internazionale del Film di Locarno (festival):
Pardo alla Regia – Cineasti del Presente (Hleb Papou)
Ricezione
Dato il successo presso i festival nazionali e internazionali, in particolare la vittoria del Pardo per la Regia nel concorso Cineasti del Presente conseguito presso il festival di Locarno, il film ha attirato l’attenzione di una vasta pletora di critici. In generale è stato apprezzato il taglio realista e crudo del film, insieme all’impegno del regista e degli altri autori nel restituire un racconto privo di retorica. Anche le tematiche trattate trovano nella critica un riscontro positivo che ne loda l’attualità e l’esigenza di essere raccontate anche dal punto di vista originale e non aprioristicamente schierato offerto dal film.
Per quanto riguarda gli attori, mentre in molti hanno apprezzato le performance di Germano Gentile e Maurizio Bousso, altri le hanno definite ancora acerbe, ma comunque promettenti. Anche la regia di Papou ha diviso la critica. Da un lato ne è stata elogiata la solidità, lo sguardo originale e l’essere all’altezza di costrutire le scene d’azione con una disponibilità di budget limitato, dimostrandosi in grado dare tensione a una storia sociale attraverso strumenti del cinema di genere. D’altro canto non sono mancate le critiche che hanno definito la regia di Papou a tratti irrisolta, soprattutto nella direzione degli attori e nella gestione dei dialoghi.
La risposta del pubblico è stata decisamente più tiepida rispetto agli elogi della critica e ai successi festivalieri: il film su IMDB ha una votazione di 5,9 su 10 e di 3,3 su 5 su Letterbox, mentre su MyMovies non ci sono votazioni da parte del pubblico, fenomeno che indica la scarsa circolazione in sala e nel mercato secondario del film sul territorio italiano.
Critica italiana e straniera
Critica italiana
Gabriele Niola, “Il legionario è il film poliziesco italiano da vedere quest’anno”, Wired, 24 febbraio 2022.
«E in effetti Il legionario un passo avanti lo è sia formalmente che contenutisticamente. Perché supera la consueta dicotomia noi/loro senza negarla, supera la maniera convenzionale di affrontarla e di immaginarla, non pensa più lo scontro sapendo di voler stare da una delle due parti e auspicando un certo tipo di soluzione ma interessandosi al conflitto in sé, alle ragioni e soprattutto ai torti di entrambe».
Davide Turrini, “Il Legionario, quando il poliziotto “nero” sgombera col manganello gli occupanti (anche) “bianchi”. Il film cortocircuito di Hleb Papou”, Il Fatto Quotidiano, 22 febbraio 2022.
«Tra i poliziotti picchiatori senza scrupoli notoriamente “fascisti” ce n’è uno “nero”, addirittura esempio tra i compagni per come sia scaltro nel fare male ma rimanendo tra i paletti del consentito. Tra i tanti manifestanti ce ne sono tantissimi “bianchi” (e italiani)».
Gabriele Niola, “Il legionario, un esordio cinematografico da tenere d’occhio”, GQ, 24 febbraio 2022.
«Si tratta di una storia poliziesca che racconta una delle storie fondamentali per i nostri anni, quella di come sta cambiando il paese e dei contrasti che questo cambiamento comporta, e non lo fa attraverso sguardi drammatici ma utilizzando l’azione».
Federico Pontiggia, “Con “Il legionario” il conflitto razziale ora è dentro casa”, Il Fatto Quotidiano, 26 febbraio 2022.
«un affrancamento dall’opposizione noi-loro che ha tutti i crismi della libertà poetica e politica, vale a dire dell’autorappresentazione».
Critica straniera
John Bleasdale, “The Legionnaire examines racial tensions amongst Roman riot police”, BFI, 13 agosto 2021.
«Papou and his fellow screenwriters Giuseppe Brigante and Emanuele Mochi have created a rich and complicated picture of the incomplete integration of Italy. They have balanced a social realist melodrama with thriller aspects that might sit less comfortably if not for two magnificent performances by Gentile and Bousso».