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Il corpo docile di chi non ha voce

a cura di Pierandrea Villa

Introduzione

Data di uscita

6 giugno 2019

Disponibile per lo streaming
Durata

95′

Regia

Laura Luchetti

Sceneggiatura

Laura Luchetti

Produzione

Picture Show, Donkadillo Films, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, con il supporto della Regione Lazio, Fondazione Sardegna Film Commission

Fotografia

Ferran Paredes Rubio

Montaggio

Paola Freddi

Musica

Francesco Cerasi

Cast

Anastasiya Bogach, Kalill Kone, Aniello Arena, Mauro Addis, Fausto Verginelli, Alessandro Pani, Giorgio Colangeli

Distribuzione

Fandango Distribuzione

Galleria immagini

Locandina

Trailer

Pressbook

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi

Narrazione & personaggi

Il film ruota attorno all’incontro tra Anna, una ragazza affetta da mutismo elettivo in fuga dall’assassino del padre, e Basim, un immigrato irregolare proveniente dalla Costa d’Avorio che non parla l’italiano.

L’incontro ai margini dei due protagonisti ha come fulcro la parola, o meglio la sua assenza. Il fatto che entrambi non riescono a esprimersi, per ragioni diverse, li rende soggetti fragili, non del tutto in grado di difendersi e far valere i loro diritti, sia quelli inalienabili che quelli civili. A tal riguardo è interessante la scelta di non sottotitolare le linee di dialogo che Basim recita in francese – se si attivano i sottotitoli in queste evenienze in sovrimpressione appare scritto un generico “parla in francese” – per mettere lo spettatore nella reale prospettiva dell’incontro con l’alterità.

Sul piano della rappresentazione della diversità, nonostante il film si muova sempre sulla superficie senza mai approfondire nessuno dei temi messi in campo, questo ha il merito di non appiattire il tema dell’alterità omologando le situazioni di emarginazione di Anna e Basim in un generale e aspecifico disagio. Questo è vero sia in termini intersezionali riferiti alla condizione di Anna che rispetto ai problemi di integrazione – specialmente sul piano lavorativo – di Basim. Anna, infatti, oltre a essere posta ai margini dalla sua condizione psicologica è anche oggetto delle occhiate, delle attenzioni e delle azioni predatorie degli uomini. Questo aspetto emerge non solo dalla scena in cui viene molestata verbalmente e fisicamente da due sconosciuti, ma anche dalle attenzioni morbose che l’assassino del padre le riserva già prima di consumare il delitto. 

Per quanto riguarda Basim, la sua condizione di immigrato irregolare gli impedisce di beneficiare dell’aiuto e della protezione del fioraio, che offrirà un lavoro solo ad Anna temendo ripercussioni legali. Questo porterà Basim a dover ricorrere a espedienti illegali come la prostituzione per poter sopravvivere nel suo nuovo contesto. Questa stessa attenzione alla specificità dell’emarginazione e delle sue conseguenze riguarda anche Stella, prostituta transessuale che ha un ruolo marginale nella storia. Per questo personaggio i rischi risiedono nella iper-visibilità del suo corpo e nelle difficoltà di inserimento nei contesti lavorativi tradizionali che inevitabilmente portano a mettere a serio rischio la sua incolumità. In una delle poche scene che la riguardano, infatti, Stella è vittima di una feroce aggressione. 

Proprio questo personaggio risulta il più problematico del film, non tanto per la sua stereotipizzazione, ma per il ruolo marginale che ha nell’economia della trama. Al personaggio vengono dedicate pochissime scene in cui è visto sempre e solo come vittima e in nessun caso vi è un qualsivoglia approfondimento della sua soggettività. L’impressione è quella di trovarsi di fronte a un’operazione di tokenismo fondata sull’inclusione del personaggio in un’ottica di “completezza” che si risolve in un approccio meramente formale che riduce la diversità a un elenco di caselle da spuntare (box thicking). In tal senso la diveristy non viene affrontata secondo una prospettiva in cui il personaggio possiede la profondità e l’autonomia necessarie per sostenere e far evolvere in modo indipendente i propri archi narrativi (M. Beltrán, “Meaningful Diversity: Exploring Questions of Equitable Representations on Diverse Ensenble Cast Shows”, Flow, 12:7, 2016). In generale oltre che della debolezza del soggetto – e in particolare della parte focalizzata sulla vicenda che lega Anna a Manfredi – il film risente dell’assenza di sfumature. Fiore gemello ci presenta un universo in cui chi vive di rettitudine, chi è vittima di soprusi o si è redento non può che essere eticamente impeccabile. D’altro canto i personaggi negativi sono mostri senza alcuna traccia di umanità. Questa nettezza nelle distinzioni è ben rappresentata dal dialogo tra Manfredi e il fioraio che si riduce a uno scontro dualista tra bene e male nutrito dalle costanti allusioni metaforiche alla protezione dei soggetti fragili. L’unica eccezione parziale a questa dinamica è rappresentata dal padre di Anna, costretto a partecipare al traffico di esseri umani per estinguere un debito con Manfredi. In tal senso l’immagine-metafora davvero troppo semplicistica e banalizzante della zebra sul cui manto convivono il bianco e il nero sembra aderire perfettamente al dualismo del mondo rappresentato dal film.

Stereotipi & strategie di inclusione

L’ambiguità dell’accoglienza 

In un contesto narrativo in cui il bene e il male sono dualisticamente separati da un principio assolutista le scene dedicate all’interazione tra Basim e la guardia giurata sono particolarmente significative. Nel corso delle tre sequenze in cui i due interagiscono, l’escalation di questo rapporto può fungere da chiave interpretativa della relazione tra il paese, e di conseguenza la cittadinanza, che accoglie l’Altro e la fragilità di quest’ultimo in quanto soggetto. Durante il primo incontro, Basim viene bruscamente allontanato dalla guardia mentre cerca di offrire il proprio aiuto ai clienti del supermercato, proponendo di trasportare la spesa fino alle loro auto in cambio di un piccolo contributo economico. Poco dopo, appena fuori dal parcheggio del supermercato, la guardia offre a Basim cibo e acqua. Questo gesto di solidarietà rimane sospeso fino al momento in cui il film ci mostra nuovamente i due in scena. Questa volta però la guardia approfitta della disponibilità sessuale di Basim, che, impossibilitato a ottenere un lavoro dal fioraio, è costretto a prostituirsi. Nel corso del terzo incontro Basim rifiuta i soldi della guardia che vedendosi respinto dapprima insiste, per poi aggredirlo violentemente alle spalle. L’insieme di queste tre scene suggerisce la connotazione controversa e ambigua che può assumere il rapporto tra la società occidentale e il migrante nel momento in cui questo si fonda sulla disponibilità all’aiuto essenziale, ma non trova corrispondenza in valori etici più alti e complessi. La guardia dapprima scaccia Basim, poi lo soccorre e successivamente sfrutta la sua situazione di emarginazione. Questa dinamica è rappresentativa di una società civile disponibile all’aiuto umanitario e alla carità, ma che non si fa problemi ad avvalersi di prestazioni sessuali a pagamento, dimenticando la condizione di disagio di chi le offre. Nell’interazione tra Basim e la guardia, il corpo del primo si fa mano a mano più docile in termini foucaultiani. Attraverso questa dinamica la scena suggerisce, infatti, che il corpo dell’Altro nelle relazioni di potere in cui è coinvolto viene addestrato a essere utile, obbediente e controllabile (Foucault, M. Sorvegliare e punire. Nascita della prigione, Einaudi 1976). Inoltre questo corpo, rappresentato in questo caso da quello di Basim, in questa dinamica di potere diviene merce di scambio a seguito di un processo di feticizzazione del corpo razzializato che inevitabilmente conduce a una sua ipersessualizzazione  (Akeia A. F. Benard , “Colonizing Black Female Bodies Within Patriarchal Capitalism: Feminist and Human Rights Perspectives”, Sexualization, Media & Society: Vol. 2, No. 4, 2016; Caren M. Holmes, “The Colonial Roots of the Racial Fetishization of Black Women”, Black & Gold: Vol. 2, 2016).

Conversazioni

La regista presenta e descrive i due protaognisti del film (ComingSoon, 2019).

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La regista presenta il film concentrandosi sugli spunti alla base della scrittura della sceneggiatura, mentre i due attori protagonisti raccontano la loro esperienza sul set e il rapporto con i personaggi (La Stampa, 30 maggio 2019).

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La regista si concentra sul tema dell’immigrazione e sulla sua rilevanza nel cotensto sociale attuale (La Stampa, 5 giugno 2019).

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La regista presenta il suo film nel contesto del Ischia Film Festival, concentrandosi sul rapporto tra i due protagonisti (2 luglio 2019).

“Intervista con Laura Luchetti. ‘Fiore Gemello’ e l’unione in un mondo che divide”. Su The Italian Reve, 30 ottobre 2018. Intervista di Eleonora Pilastro a Laura Luchetti. 

«Ho scelto questo ambiente e questi protagonisti perché questa è la cosa più forte che sta succedendo adesso in Italia, è ciò che il nostro paese vive adesso».

“‘Fiore Gemello’ di Laura Luchetti, a Open Roads la storia di un amore in fuga”. Su La voce di New York, 7 giugno 2019. Intervista di Floriana Frigenti a Laura Luchetti.

«Il mondo silenzioso che abbiamo ripreso non è un capriccio di stile ma serve a dare dignità alle cose mute che brulicano sotto ai nostri piedi e noi non vediamo. Ai senza voce come i miei personaggi, come Anna e Basim».

“‘Twin Flower’: A Strikingly Sad Portrayal of Innocence by Laura Luchetti”. Su La Voce di New York, 7 giugno 2019. Intervista di Bianca Waechter a Laura Luchetti. 

«Less is more. Simplicity is difficult to achieve. We had to take out a lot. It was their first time as actors and my first time directing non-actors. It was based on trust. They trusted me a lot. We worked a lot. It was not easy».

“Fiore gemello: intervista alla regista del film Laura Luchetti”. Su Taxi Drivers, 5 giugno 2019. Intervista di Carlo Cerofolini a Laura Luchetti.

«Dico sempre che Fiore gemello non è un film sull’immigrazione ma una storia il cui protagonista è un immigrato, che è una cosa molto diversa». 

Processi produttivi e retoriche promozionali

Strategie produttive

Finanziamenti

Il film è stato prodotto con il sostegno del Mibact – Direzione generale Cinema e Regione Lazio, attraverso il fondo nazionale per il cinema e l’audiovisivo. La produzione ha inoltre beneficiato del contributo dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, oltre che della fondazione Sardegna Film Commission tramite il fondo Filming Cagliari dell’Assessorato alle Politiche per lo Sviluppo Economico e Turistico. Il titolo gode inoltre del supporto della Cinefondation L’Atelier collegata al festival di Cannes

Storia produttiva

La regista Laura Luchetti ha dichiarato che l’idea del film le è venuta da due spunti separati che hanno dato vita alla costruzione dei personaggi. Il primo proviene dal racconto di una donna fuggita da una relazione violenta, da cui l’autrice ha tratto Anna; l’altro è emerso dalle letture circa il fenomeno migratorio in Italia che hanno rappresentano il background per la stesura del personaggio di Basim. Il lavoro sul film dalla scrittura alla realizzazione è durato cinque anni durante i quali la regista si è dedicata simultaneamente ad altri progetti come il cortometraggio Sugarlove. Per il ruolo di Basim, Laura Luchetti ha scelto di lavorare con un attore non protagonista che proviene da una storia di immigrazione con lo scopo di ottenere un personaggio più autentico. Per questo motivo l’autrice ha cercato l’attore provinando giovani immigrati appena sbarcati in Italia scegliendo poi Kallil Kone che ha dichiarato in più occasioni di sentirsi molto vicino al personaggio e di aver ripercorso la sua storia personale attraverso il ruolo nel film.

Anche la scelta per il ruolo di Anna è ricaduta su un’attrice straniera al suo esordio da attrice: l’ucraina Anastasiya Bogach. La loro condizione di stranieri per la regista ha reso i due attori particolarmente adatti al lavoro sul film in quanto «sono sopravvissuti ad un grande viaggio emotivo, anche geografico. Questo li rende un po’ selvatici, istintivi, capiscono subito perché hanno dovuto lottare per arrivare dove sono» (“Intervista con Laura Luchetti. ‘Fiore Gemello’ e l’unione in un mondo che divide”, The Italian Reve, 30 ottobre 2018).
Inoltre la scelta delle location, l’entroterra sardo, ha rappresentato un elemento fondamentale nel film in quanto la regista era alla ricerca di una serie di spazi aridi e crudi in grado di proteggere e nascondere la fuga dei due protagonisti.

Retoriche promozionali

Non vi è una vera e propria strategia comunicativa mirata che accompagna Fiore gemello. La promozione del film si è basata per lo più sul successo presso i festival nazionali e internazionali – in particolar modo presso il Toronto Film Festival dove ha ricevuto una menzione d’onore dalla giuria del Premio Discovery FIPRESCI – e sulla diffusione di recensioni e interviste. La strategia comunicativa è fondata principalmente sulla presentazione dei temi centrali del film: l’immigrazione, la fuga da un contesto di violenza, e l’incontro agli antipodi tra la figlia di un trafficante di esseri umani e un immigrato. Ciononostante la regista ha più volte sottolineato di non aver intenzione di fare un film sull’immigrazione ma di voler raccontare la storia di due adolescenti in costante fuga, e a cui il mondo ha tolto tutto, di cui uno è un immigrato. Nel comunicare l’arrivo del film in sala o nel riportarne il successo di critica presso i festival molte testate hanno inoltre segnalato che l’autrice è stata l’unica donna in gara al Toronto film Festival, inserendo di fatto nel processo di divulgazione del titolo anche questioni legate alle disparità di genere nell’industria cinematografica. Inoltre, parte della strategia comunicativa si è avvalsa della reputazione della regista e del successo festivaliero del suo precedente lungometraggio Febbre da fieno e del corto in stop-motion Bagni.

Circolazione e ricezione

Circolazione

Il film è distribuito in Italia da Fandango e all’estero da Film Movement (Canada), Beijing Hualu Newmedia (Cina), Film Movement (Stati Uniti), Morandini Film Distribution (Svizzera). I diritti di distribuzione per la ridproduzione sul trasporto aereo a livello globale sono detenuti da Skyline IFE.

Il film è uno di quei casi in cui il successo di critica presso i festival nazionali e internazionali non trova corrispondenza nella distribuzione in sala. Il film è infatti rimasto disponibile in circa 10 sale per un periodo di sole due settimane. Di conseguenza gran parte della circolazione del film è avvenuta nel contesto delle manifestazioni culturali. Tra queste di particolare interesse sono i festival tematici sull’immigrazione – come il London Migration Film Festival e il Festival di Cinema Africano d’Asia e d’America Latina – presso i quali il film ha ottenuto credibilità e successo anche grazie al carattere di autenticità dovuto alla presenza dell’attore Kallil Kone. Per quanto concerne il mercato secondario (dati parziali) si riscontra una situazione assimilabile alle uscite in sala: il film è andato in onda una sola volta su Rai Cinque alle 22:15 e un’altra alle 23:45 su Rai Tre. Come in molti altri casi che riguardano produzioni che non sono destinate al largo pubblico e di cui non si prevede un immediato successo commerciale, le difficoltà nel ricavarsi uno spazio distributivo nei canali ufficiali primari e secondari compromette l’incontro dell’opera con il vasto pubblico. 

Per quanto concerne le piattaforme di streaming, nonostante il successo internazionale, il film non è presente su nessun catalogo online europeo all’infuori del contesto locale. 


Festival (selezione) 

2023
Migrant Stories in Italian Cinema Panorama.

2022
Festival du Film Italien de Villerupt Theme, Orizzonti Hub Italia-Cuba Panorama, Femminile – Plurale Panorama.

2021
Quinzaine du Cinema Italien a Chambery Panorama 2021

2020
Italian Film Festival Cambogia Panorama, Magic International Film and Television Festival for Young People Panorama, Festival della Resilienza Lungometraggi Made in Sardegna, Italian Stories – Rassegna Cinematografica Sotto le Stelle Panorama, Giffoni Film Festival Masterclass Cult, BCT – Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento Concorso “Sentieri”, Festival Rai Cinema – Stai con Noi Panorama, Bolzano Film Festival Bozen Concorso Lungometraggi, Moviemov – Italian Film Festival Manila Panorama, Festival del Cinema Citta’ di Spello Concorso, Cinema al Femminile tra Italia e Francia Panorama, Italian Minneapolis/St. Paul Film Festival Panorama, Mc Call Film Society Panorama, Piccolo Festival Tirreno Panorama, Visioni Made in Sardegna Panorama.

2019
Calgary European Film Festival Competition, Festival del Cinema Europeo di Lecce Evento Speciale Anteprima, FrauenWelten Competition Feature Film, Italian Film Festival Cardiff Competition, Le Giornate del Cinema del Mediterraneo Panorama, Nuovo Cinema Italiano Film Festival Charleston Panorama, Rencontres du Cinema Italien de Grenoble et en Isere Compétition, Sevilla Festival de Cine Seleccion EFA, St. Louis International Film Festival International Spotlight, Un Posto nel Mondo Panorama, Cinealma – Festival Transmediterranee Panorama, Cineforum Teatro San Marco Trento Panorama, Fano International Film Festival Concorso, Festival Avanti! Film Italien Contemporain Ciné-Decouverte, I Martedi del Cinema Sociale – Nuovo Mascherino Circolo del Cinema Panorama, La Febbre del Lunedi’ Sera Panorama, Lucas Internationales Kinder und Jugendfilmfestival Competition, Avellino Summer Fest – Night Movie Fest Panorama, Boston Women’s Film Festival Panorama, Capua Film Fest Panorama, Creuza de Ma’ – Musica per Film Panorama, Fiumicino Film Festival Concorso Lungometraggi, Lavazza Italian Film Festival New Italian Cinema, San Lorenzo in Cinema con Sapienza Panorama, Tirana International Film Festival Competition Feature, Clorofilla Film Festival Panorama, Festival del Cinema di Posada Panorama, Andaras Traveling Film Festival Panorama, Bookolica – Il Festival dei Lettori Creativi Panorama, Cinema delle Terre del Mare Night on Earth, Cinemacotral Panorama, Ischia Film Festival Concorso Internazionale, ShorTS International Film Festival – Maremetraggio Nuove Impronte, Stand Up Lab – Nessun Approdo Panorama, Cinema d’Autrice Panorama, Cinema Made in Italy Copenaghen Panorama, E state in Sala! Panorama, Estate d’Autore. Prime Visioni al Cinema Panorama, Figari Film Fest – Olbia Film Network Panorama, Manarat – Festival du Cinema Mediterrannen de Tunisie World Contemporary Cinema, OPEN ROADS: New Italian Cinema Panorama, Valletta Film Festival (VFF) Islanders, Fare Cinema Barcellona Panorama, Seattle International Film Festival Official Competition, Settimana del Cinema Italiano Dublino Panorama, Visions Sociales Film d’Overture, Wag Film Festival School of Wag – Fuori Concorso, Mediterrante Panorama, Viaggio in Italia Panorama, Alice e il suo Panorama a Rieti, Latina e Civitavecchia Panorama, BUFF – The International Children and Young People’s Film Festival in Malmo Feature Film, Festival di Cinema Africano d’Asia e d’America Latina – FESCAAAL Film d’Apertura, Festival du Cinema Contemporain Italien de Tours – Viva il Cinema Compétition, Festival International du Film de Mons Migration, FrauenFilmTage Panorama, Italiensk Film Festival – Cinema Made in Italy Panorama, Movies That Matter Festival Fictie, Univercine Cinema Italien Competition, Visioni d’Autore Panorama.

2018
Festival de Cinema Europeen de Les Arcs Youth Screenings, Ventana Sur European Film, Fare Cinema Lussemburgo – Settimana del Cinema Italiano Panorama, Festival de Cine Italiano de Madrid Concorso Lungometraggi, London Migration Film Festival Closing NIght Film, MittelCinemaFest Panorama, MittelCinemaFest Bratislava Panorama, MittelCinemaFest Praga Panorama, Stockholm International Film Festival Discovery, Umea European Film Festival Competition, Alice nella Citta’ Concorso, Busan International Film Festival Flash Forward Out of Competition, CINEMED – Festival Cinema Mediterraneen Montpellier Compétition Longs Métrages, Festival du Film Italien de Villerupt Competition, The Times BFI London Film Festival Journey, Toronto International Film Festival Discovery.

2015
Festival International du Film de Cannes Atelier du Cinefondation.


Premi vinti 

2020 apr, Moviemov – Italian Film Festival Manila (festival):
Best Film

2020 mar, Festival del Cinema Citta’ di Spello (festival):
Premio “Ermanno Olmi” (Laura Luchetti)
Premio Migliore Montaggio (Paola Freddi)
Premio Migliori Musiche (Francesco Cerasi)

2019, Italian Film Festival Cardiff (festival):
Best Actor (Kallil Kone)

2019, Cinealma – Festival Transmediterranee (festival):
Grand Prix

2019, Fano International Film Festival (festival):
Premio Ciak Migliore Film
Premio Migliore Lungometraggio

2019, Lucas Internationales Kinder und Jugendfilmfestival (festival):
Special Mention

2019, Fiumicino Film Festival (festival):
Premio Migliore Interpretazione (Anastasyia Bogach)
Premio Migliore Interpretazione (Kallil Kone)

2019, Italian Black Movie Awards (concorso):
Premio Migliore Attore (Kallil Kone)
Premio Migliore Film

2019, Figari Film Fest – Olbia Film Network (festival):
Premio Opere Prime e Seconde (Laura Luchetti)

2018, Festival de Cine Italiano de Madrid (festival):
Premio Migliore Lungometraggio

2018, CINEMED – Festival Cinema Mediterraneen Montpellier (festival):
Prix Antigone d’Or de Montpellier Méditerranée Métropole Longs Métrages

2018, Festival du Film Italien de Villerupt (festival):
Prix Amilcar du Jury Jeune

2018, Toronto International Film Festival (festival):
Honourable Mention FIPRESCI

Ricezione

Dato il successo riscosso nei festival internazionali, il film ha attirato grande attenzione da parte della critica cinematografica. In generale sono stati apprezzati l’autenticità del film, dovuta all’impiego di attori con una storia personale attinente alle tematiche raccontate, e l’approccio alla regia di Laura Luchetti. Inoltre la critica è concorde nel lodare l’impegno sociale del film che si rivela in grado di trattare temi come l’immigrazione clandestina, i traumi adolescenziali e l’amore in situazioni di emarginazione con la giusta delicatezza e lasciando un messaggio di speranza nel finale. Infine è stato particolarmente apprezzato l’uso narrativo del paesaggio, che si pone come terzo protagonista del film. Sul versante opposto il film è stato criticato per la sua struttura narrativa incerta che si divide tra un’eccessiva linearità e le interruzioni date dai flashback di Anna. Secondo parte della critica questo aspetto, assieme alle incertezze dei due attori non professionisti, inciderebbe negativamente sul ritmo del film. Per quanto concerne il pubblico il film raccoglie pareri tendenzialmente positivi: Fiore gemello ottiene un punteggio di 6,7 su 10 su IMDB, di 3,5 su 5 su MyMovies e di 3,3 su 5 su Letterbox

Critica italiana e straniera

Critica italiana 

Beatrice Fiorentino, “Due «fiori gemelli» di una favola nera”, Il Manifesto, 13 giugno 2019.

«Pur restando politicamente inchiodata al reale, la regista abbandona presto la strada del puro naturalismo, andando in una direzione originale che le permette di procedere in maniera astratta, quasi per segni e per tappe, affidandosi ai sensi». 

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Marco Consoli, “Fiore gemello e l’innocenza perduta”, L’Espresso, 12 settembre 2018.

«Il film utilizza il tema della migrazione come sfondo di brutalità per costruire una storia di innocenza perduta che trova nella performance di Anastasia Bogach e Kalill Kone il suo fascino: i due ragazzi, al debutto, portano un elemento di verità e freschezza ai propri personaggi, aiutati da una regia non intrusiva che lascia spazio alla scoperta dei i loro corpi e sentimenti acerbi, e al rapporto che essi costruiscono con lo spazio circostante, bellissimo ma ostile, oltre che alla relazione con il mondo degli adulti, talora pieno di pericoli ma anche di accoglienza». 

Filippo Tentori, “Fiore Gemello”, Filmidee, 30 luglio 2019.

«La Sardegna che fa da sfondo alle vicende di Anna e Basim si dilata in uno scenario sociale tristemente riconoscibile, un universo che rigurgita violenza, omofobia, razzismo, traffici di esseri umani, sfruttamento sessuale». 

Giampiero Reganelli, “Sulla strada in Sardegna”, Quinlan, 12 dicembre 2018.

«Fiore gemello rimane una buona prova di regia, per un bel progetto di Laura Luchetti, ancorato alla tematica sociale dei migranti che collega tra loro i fili narrativi, tematica che lodevolmente viene sollevata. Tuttavia devono essere segnate, in matita rossa, alcune acerbità, alcune ingenuità. Oltre a quelle già citate, ricordiamo la zebra che compare alla fine, nel rappresentare il contatto tra bianchi e neri». 

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Anna Catalano, “Fiore gemello, recensione: una poesia d’amore dal gusto amaro”, Spettacolo.eu, 8 giugno 2019.

«Non cercando di dare giudizi di carattere politico al film, la Luchetti riesce a donare uno spaccato di vita vera alla pellicola, raccontando le avventure di un qualunque ragazzo immigrato che è scappato dalla propria terra per cercare serenità altrove». 

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Critica straniera 

Bianca Waechter, “‘Twin Flower’: A Strikingly Sad Portrayal of Innocence by Laura Luchetti”, La voce di New York, 7 giugno 2019.

«Laura Luchetti shows what independent filmmaking is supposed to be with her movie Twin Flower. Simple. Real. Raw».

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