Oltre l’eccezionalità
a cura di Pierandrea Villa
Introduzione
21 marzo 2019
94′
Federico Bondi
Federico Bondi
Vivo Film, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Toscana, Regione Lazio, Unicoop Firenze
Piero Basso
Stefano Cravero
Saverio Lanza
Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini, Gabriele Spinelli, Olga Durano, Orietta Notari, Francesca Rabbi, Ignacio Paurici, Betti Pedrazzi, Bruno Cariello, Robin Mugnaini, Silvano Carcaiso, Angela Magni
Luce Cinecittà
Galleria immagini
Locandina

Locandina

Trailer
Pressbook

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi
Narrazione & personaggi

Dafne è una trentacinquenne con la sindrome di Down che si ritrova ad affrontare l’improvvisa morte della madre, evento che sconvolgerà gli equilibri familiari e la porterà a rimodulare la sua relazione col padre.
Il film ha il merito di mostrarci Dafne come una protagonista vera e propria, rifiutando l’artificio retorico che vede i personaggi disabili come elementi funzionali il cui ruolo è quello di mostrare le qualità morali (negative o positive) degli altri personaggi in scena. La protagonista non ci viene mostrata isolata nella sua condizione, ma immersa in un contesto fatto di relazioni sociali su più livelli. Dafne vive le sue amicizie e relazioni sentimentali, ha accesso ai social media, nutre delle attenzioni per gli uomini della sua età, lavora e cede alle trasgressioni (la sigaretta fumata con la collega). Tutti questi elementi sono inseriti in una prospettiva che rifiuta la retorica dell’eccezionalità e del supereroismo collegati alla disabilità, ma al contrario inserisce questi elementi relazionali in una quotidianità lineare. L’unico evento realmente eccezionale per Dafne nel film è la morte della madre che genera un dolore straziante, ma ancora una volta non speciale. Il lutto e la sofferenza sono infatti condivisi con il resto della sua famiglia e in particolare con il padre che faticherà più della protagonista nell’elaborare il lutto. Proprio la relazione con il padre mostra un rovesciamento della condizione di cura, presentando Dafne come un personaggio tutt’altro che passivo e che è invece in grado di aiutare il padre a gestire il lutto e a fare i conti con la depressione. Da questo punto di vista il film punta a sottolineare più volte l’autonomia della protagonista evitando di mostrarlo come un soggetto debole da difendere. In tal senso, gli artifici retorici rispetto alla disabilità vengono meno anche in quanto la protagonista è perfettamente integrata, ma non per questo innocua: Dafne prende posizione nei confronti del padre, lo prende in giro nei momenti di tenerezza e lo insulta nei momenti di rabbia. Nel complesso, la costruzione della protagonista concorre nel rifiutare qualsiasi accezione supereoristica della disabilità in quanto Dafne non è presentata come un individuo assolutamente eccezionale, non è isolata, non è portatrice di una morale superiore o in grado di disvelare una realtà celata. Tutto questo contribuisce a rendere Dafne un film con un personaggio disabile che non si limita al racconto sulla diversità, affrontando invece i temi del lutto, della comunità, della provincia, delle relazioni di cura nel contesto familiare e della depressione. Tuttavia nel film non mancano degli inciampi retorici come il piano d’ascolto commosso dell’infermiera, il discorso sull’autostima fatto da Dafne al direttore del supermercato e l’uso didascalico del brano È da qui di Nek. Sul piano dell’ambientazione in Dafne è fondamentale il contesto provinciale in cui si svolge la vicenda. Da questo punto di vista è singolare la scelta dell’autore di mostrare solo il lato assolutamente inclusivo di una comunità di provincia che accoglie senza giudizio e pregiudizio la protagonista. La provincia in Dafne è un micromondo in cui emergono anche figure di stranieri (la direttrice del salone di parrucchiere e il domestico di casa) che però restano sullo sfondo, un fenomeno indicativo di un cinema che fatica rappresentare non solo l’intersezionalità, ma anche la contingenza di più tematiche relative alla diversity.
Stereotipi & strategie di inclusione

Il dramma genitoriale e l’altro lato della provincia
Verso la fine del film, sul concludersi del percorso di trekking che riavvicina Dafne e il padre, i due si fermano presso un rifugio per cenare e passare la notte. Durante la cena il padre di Dafne si ritrova a discorrere da solo con la ristoratrice dando origine a l’unica occorrenza nel film in cui si accenna al tema della discriminazione. Il dialogo ha inizio con la battuta della ristoratrice: «pensavo che questi ragazzi avessero tutti la lingua di fuori» alla quale il padre ribatte «anche io». A questo scambio segue il racconto della nascita di Dafne e della scoperta della sindrome in cui emergono i dubbi del genitore e la sua inadeguatezza di fronte alla situazione. Il padre ricorda l’angoscia di quei momenti, rappresentata dalla pressione della domanda «sei contento?». In un film in cui la comunità di provincia e il contesto attorno a Dafne vengono mostrati come assolutamente inclusivi e in cui non pare esistere alcuna forma di discriminazione, questo dialogo, seppur breve, apre uno spiraglio su un aspetto del racconto che fino a quel momento è stato volutamente trascurato dal film. Questa scelta di rappresentazione unilaterale, infatti, consente di non strumentalizzare la protagonista e di non relegarla alla funzione di distinguere i personaggi positivi da quelli negativi dinamica presente in molto cinema italiano che racconta la diversità.
Al contrario, dal racconto del padre emerge, attraverso un dialogo ben costruito e in cui i termini sono attentamente pesati, l’iniziale rifiuto per la condizione della figlia – «non sono andato in ospedale per tre giorni» – il dilemma circa la possibilità di cederla in affidamento e infine l’accettazione di Dafne a seguito del confronto con la moglie. In questo dialogo pesa particolarmente il termine dispregiativo “mongoloide” utilizzato dal padre nella battuta: «non potevo credere che mia figlia fosse mongoloide, come si diceva ai tempi». Questa linea di dialogo è particolarmente interessante perché tramite l’utilizzo dell’insulto abilista viene paventata per la prima volta l’esistenza di un altro mondo meno accogliente e inclusivo per Dafne e più in generale per le persone con sindrome di Down – condizione che non viene mai nominata nel corso del film se non attraverso questa espressione dispregiativa. Tuttavia è interessante notare come l’effetto dirompente della parola venga immediatamente calmierato relegandolo a una condizione passata, un’espressione che si utilizzava un tempo. In tal modo il film lascia intendere troppo ottimisticamente che insieme a quell’espressione anche le dinamiche di esclusione e di isolamento legate alla condizione di Dafne possano appartenere solo al passato.
Conversazioni
Il regista descrive la genesi dell’opera, mentre l’attrice protagonista racconta la sua vicinanza con il personaggio di Dafne (Informatore TV, 14 marzo 2019).
Carolina Raspanti descrive la sua esperienza sul set, il suo rapporto con il personaggio e i porgetti futuri (Informatore TV, 1 aprile 2019).
In un’intervista condivisa, la protagonista e il regista raccontano il lavoro svolto sul set e il processo creativo che ha portato alla sceneggiatura, ispirata alla vita reale di Carolina. I due parlano inoltre del legame di amicizia che li unisce (Informatore Tv, 1 aprile 2019).
Federico Bondi e Carolina Rapsanti presentano il film, raccontano il loro primo incontro, il modo in cui è nata l’opera e il lavoro sul set, concentrandosi sull’esperienza di Carolina (La Stampa, 14 marzo 2019) .
“Dafne, intervista a Federico Bondi: ‘Non è un film sulla sindrome di Down, ma sulle risorse che abbiamo dentro’”. Su Movieplayer, 24 marzo 2019. Intervista di Chiara Nicoletti a Federico Bondi.
«Da solo non sarei stato in grado di sviluppare la sceneggiatura se non avessi conosciuto Carolina, fino a quel momento avevo frequentato tante persone down ma nessuna mi aveva colpito come mi ha colpito lei».
“Dafne’, il film di Federico Bondi premiato a Berlino, arriva in sala”. Su Intoscana, 4 marzo 2019. Intervista di Elisabetta Vagaggini a Federico Bondi.
«Nel film, a poco a poco, ci si scorda della diversità di Dafne e si seguono le sue vicende così come si farebbe per una protagonista normodotata, della quale si racconta del rapporto con il padre. Dafne ha delle risorse interne tali, date dal lavoro, dalle amicizie, che non ti aspetteresti».
“Dafne: dopo Berlino, in Italia il film di Bondi”. Su Informatore, 19 marzo 2019. Intervista di Sara Barbanera a Carolina Raspanti.
«Dafne è dentro di me: tolgo i panni di Carolina ed entro nel suo mondo, molto diverso e molto simile al mio. Lei è ancora più sfacciata ed esplosiva di me e mi è piaciuto molto vestire i suoi panni, essere due persone in una»
Processi produttivi e retoriche promozionali
Strategie produttive
Il film è stato prodotto con il sostegno del Mibac – Direzione generale Cinema e della Regione Lazio, attraverso il fondo nazionale per il cinema e l’audiovisivo. Il titolo vede inoltre la partecipazione di Unicoop Firenze e il patrocinio dell’Associazione Italiana Persone Down e dell’associazione Siblings – sorelle e fratelli di persone con disabilità. L’opera è stata realizzata nel programma Sensi contemporanei – Toscana per il Cinema.
Come segnalato dalle note di regia all’interno del press book e confermato dall’autore stesso in più interviste Dafne nasce dall’incontro di Bondi con un’immagine: un padre anziano con una figlia con sindrome di Down che si tengono per mano alla fermata del bus. L’autore ha però dichiarato in diversi contesti che il film è stato possibile solo dopo l’incontro con l’attrice protagonista Carolina Raspanti, a seguito del quale è riuscito a stendere la sceneggiatura. A tal proposito è interessante notare come alcune caratteristiche della protagonista siano direttamente tratte dalla vita di Carolina Raspanti, una fra tutte il suo impiego alla Coop. Dal punto di vista delle riprese, il metodo di lavoro che ha coinvolto la protagonista e l’autore è stato inusuale: Carolina, come racconta il regista, «non ha mai letto una pagina di sceneggiatura, le raccontavo la scena prima di cominciare a girare, ha una memoria di ferro per cui le bastavano un paio di prove per sapere le battute. Chiaramente era libera di poter improvvisare come voleva e si è trattato di creare le condizioni perché lei reagisse piuttosto che seguire il testo» (Chiara Nicoletti, “Dafne, intervista a Federico Bondi: ‘Non è un film sulla sindrome di Down, ma sulle risorse che abbiamo dentro’” Movieplayer, 24 marzo 2019).
Retoriche promozionali
Nonostante non si tratti di un’opera prima, dal punto di vista promozionale attraverso i canali ufficiali il film presenta i medesimi difetti di circolazione. Non risulta infatti avviata una campagna specifica e la promozione del film si è appoggiata per lo più ad anteprime mirate in sala e alla presentazione presso la 69° Berlinale. Tuttavia, il tema del film ha permesso di attuare una strategia di diffusione parallela che si appoggia alle associazioni e agli eventi dedicati alla sensibilizzazione circa la sindrome di Down. Ne sono un esempio la collaborazione con l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e il Comitato Siblings Onlus. In questo contesto il film ha seguito il Down Tour 2019 e in occasione delle tappe della manifestazione sono state organizzate serate di proiezione con la presenza di regista e protagonista. Inoltre è stata prevista una proiezione all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles in occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down, preceduta da un messaggio video dell’autore. Infine per quanto concerne l’uscita in sala questa è stata programmata in concomitanza con la Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down (21 marzo).
Conversazioni
“Dafne: dopo Berlino, in Italia il film di Bondi”. Su Informatore, 19 marzo 2019. Intervista di Sara Barbanera a Gregorio Paonessa.
«Volevamo raccontare una storia con forte carica civile, legando la narrazione emotiva a un tema importante come quello della disabilità. Sono passati poco più di due anni dall’approvazione della legge sul Dopo di noi, che ha introdotto il sostegno alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti. Il film parla alle famiglie dei ragazzi, con un messaggio di speranza sul percorso di autonomia e integrazione delle persone con disabilità».
Circolazione e ricezione
Circolazione
Il film è distribuito in italia da Luce Cinecittà e all’estero da Pagu Pictures (Brasile) e Zazie Films (Giappone). Le vendite estere sono curate da Rai Com.
La circolazione del film fa leva per lo più alla massiccia presenza presso i festival nazionali e interanzionali in cui ha riscosso un discreto successo. A questo però corrisponde una distribuzione in sala ridotta che ha visto il film circolare in sole 23 sale nell’arco di 6 settimane. Inoltre in ciascuna sala il film non è stato disponibile per più di quattro giorni e nella maggior parte di queste il titolo è stato in cartellone per una sola giornata. Nel contesto della circolazione in sala il film è stato proiettato in dodici occasioni alla presenza del regista, dell’attrice protagonista o di entrambi e in un’occasione è stato introdotto dall’assessore alle Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna. Oltre ai canali distributivi tradizionali il film ha potuto circolare in contesti specifici e “tematici” relativi alla disabilità e alla sua rappresntazione come il Down Tour 2019 e la proiezione-evento all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles in occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down. Rispetto alla messa in onda televisiva (dati parziali) si rintracciano solo tre serate alle 22:55 (Rai Cinque), alle 23:25 (Rai Premium) e alle 23:35 (Rai Tre). Per quanto concerne le pattaforme di streaming a livello Europeo, il film gode di una buona circolazione interazionale (30 catalogi distribuiti in 26 paesi).
La discrepanza tra la presenza e il successo del film presso i festival nazionali e internazionali e la sua diffusione in sala e in TV dinostra il divario tra il settore delle manifestazioni culturali e la distribuzione presso il grande pubblico. Tale fenomeno in più di un’occasione penalizza i film che tematizzano la diversity e ne impedisce l’incontro con le audience più generaliste, limitandone di fatto l’impatto culturale.
Festival (selezione)
- Festival du Cinema Italien de Montelimar Panorama 2021
- Lucha y Siesta Panorama 2021
- Festival del Cinema Italiano di Osaka Panorama 2021
- Festival del Cinema Italiano di Tokyo Panorama 2021
- Italian Film Festival Cambogia Panorama 2020
- Festival du Film Italien de Villerupt Panorama 2020
- Cuore d’Italia Panorama 2020
- Festival Rai Cinema – Stai con Noi Panorama 2020
- La Rai con il Cinema Italiano Panorama 2020
- Cinema Italia Oggi Panorama 2020
- Festival del Cinema Citta’ di Spello Concorso 2020
- Italian Film Festival London – Cinema Made in Italy Panorama 2020
- Los Angeles, Italia, Film, Fashion and Art Festival Panorama 2020
- Univercine Cinema Italien Panorama 2020
- Voci di Donna in Citta’ Panorama 2020
- Cinema Diffuso Panorama 2020
- CINEMA ITALIA – Le Nuove Vie del Cinema Italiano Contemporaneo Panorama 2019
- Festival Presente Prossimo Cinema Italia 2019
- Il Cinema che Non si Vede Panorama 2019
- Mostra de Cinema Italià de Barcelona Llargmetratges 2019
- Sottodiciotto Film Festival & Campus Inediti e anteprime 2019
- Appuntamento con il Cinema Italiano a Istanbul Panorama 2019
- Braunschweig International Film Festival New International Cinema 2019
- Cape Town – Pretoria Italian Film Festival – Italian Film Focus in South Africa Panorama 2019
- European Film Festival Toronto Competition 2019
- Festival International du Film d’Arras Compétition Européenne 2019
- International Thessaloniki Film Festival Open Horizons 2019
- Istanbul’da Italyan Sinemasi Festivali Panorama 2019
- Italian Film Festival Cardiff Competition 2019
- Italian Movie Award – Festival Internazionale Del Cinema Italiano all’Estero Concorso Documentari 2019
- L’Italia Che Non Si Vede Panorama 2019
- MittelCinemaFest Panorama 2019
- MittelCinemaFest Bratislava Panorama 2019
- N.I.C.E. – New Italian Cinema Events Concorso 2019
- Panorama of the European Film Emerging Director 2019
- Scanorama European Film Forum Crossing Europe 2019
- Sevilla Festival de Cine Seleccion EFA 2019
- SIFF’s Cinema Italian Style Panorama 2019
- Taipei Golden Horse Film Festival Panorama 2019
- Un Posto nel Mondo Panorama 2019
- Film Festival del Garda Concorso 2019
- La Febbre del Lunedi’ Sera Panorama 2019
- Lo Sguardo degli Altri Panorama 2019
- Monde – Festa del Cinema sui Cammini Rassegna “Luce Cinecittà” 2019
- Mostra de Valencia Sección Informativa 2019
- Regie Positive Panorama 2019
- Saison Culturelle Panorama 2019
- Valdarno Cinema Film Festival Concorso Lungometraggi 2019
- Fiumicino Film Festival Concorso Lungometraggi 2019
- Lavazza Italian Film Festival New Italian Cinema 2019
- Vancouver International Film Festival Focus on Italy 2019
- Bobbio Film Festival Concorso 2019
- Ischia Global Film & Music Fest Panorama 2019
- Jerusalem International Film Festival Panorama 2019
- Karlovy Vary International Film Festival Another View 2019
- Una Notte in Italia – Festival del Cinema di Tavolara Panorama 2019
- Accadde Domani. Nuovo Cinema Italiano Panorama 2019
- Arene di Marte Panorama 2019
- Bagnacavallo al Cinema Panorama 2019
- Cinema Castello dell’Imperatore Estate Panorama 2019
- Cinema Made in Italy Copenaghen Panorama 2019
- Dall’Arena allo Schermo Panorama 2019
- Del Racconto, il Film Concorso “I Quattrocento Colpi” 2019
- Festa do Cinema Italiano 8 ½ Brasile Panorama 2019
- Il Cinema dei Fiorentini Panorama 2019
- OPEN ROADS: New Italian Cinema Panorama 2019
- Premio L’Anello Debole – L’Altro Festival Panorama 2019
- Toscana Filmmakers Festival Evento Speciale 2019
- Cinema Made in Italy Stoccolma Panorama 2019
- Fare Cinema – Festival del Cinema Italiano Belgrado Panorama 2019
- Viareggio EuropaCinema Panorama 2019
- Moscow International Film Festival Eight and a Half 2019
- Avvicinamenti Panorama 2019
- BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival Concorso Opere Prime e Seconde 2019
- Berlinale Panorama 2019
- CineDì Panorama 2019
- Cinema Diffuso Panorama 2019
- De Rome a Paris Panorama 2019
- Visioni d’Autore Panorama 2019
Premi vinti
2020, Festival del Cinema Citta’ di Spello (festival):
Premio del Pubblico Migliore Film Italiano
Premio Migliore Creatore di Suoni (Stefano Grosso)
2019, Festival International du Film d’Arras (festival):
Prix du Public
2019, Italian Film Festival Cardiff (festival):
Best Actress (Carolina Raspanti)
2019, Be Kind Award (concorso):
Premio “Fabrizio Frizzi” Cinema (Federico Bondi)
2019, Valdarno Cinema Film Festival (festival):
Premio Banca del Valdarno per i valori della cooperazione e della solidarietà
Premio del pubblico
Premio Miglior interpretazione femminile (Carolina Raspanti)
2019, Bobbio Film Festival (festival):
Premio Quotidiano “Libertà” (Antonio Piovanelli)
2019, Nastri d’Argento (concorso):
Premio Nastro d’Argento Speciale
2019, Toscana Filmmakers Festival (festival):
Premio Migliore Autore Toscano dell’Anno (Federico Bondi)
2019, Tulipani di Seta Nera (festival):
Premio Testimonial Sorriso Diverso (Carolina Raspanti)
Premio Testimonial Sorriso Diverso (Federico Bondi)
2019, Berlinale (festival):
FIPRESCI Award
Ricezione
In generale la stampa di settore ha apprezzato il film, lodandone l’autenticità e la stesura di un racconto che non utilizza la diversità né come pretesto né come focus esclusivo. In generale la critica è concorde nell’individuare una protagonista che gode di una sua complessità e non viene ridotta alla sua condizione di disabile, aspetti resi possibili anche dall’interpretazione di Carolina Raspanti di cui la stampa ha lodato la performance e l’apporto nella costruzione del personaggio. Tuttavia non mancano analisi che hanno riscontrato un personaggio troppo aderente all’attrice protagonista e un racconto che in alcune occasioni si lascia trainare da quest’ultima.
La risposta del pubblico sui forum dedicati è invece difficilmente sondabile in quanto poco rilevante numericamente (nessuna recensione dal pubblico su Rotten Tomatoes, due recensioni su IMDB e una su MyMovies), per quanto i commenti siano tutti positivi. In generale il film raccoglie però votazioni non eccellenti sulle stesse piattaforme (6,4/10 su IMDB, non disponibile su Rotten Tomatoes e 3,25/5 su MyMovies). Diversa la situazione su Letterbox dove il film ottiene un punteggio di 3,4/5 su una base di 240 utenti.
Critica italiana e straniera
Critica italiana
Simone Porrovecchio “Bondi è bravo a non trasformare la disabilità in mero intrattenimento, mantenendosi in bilico tra dramma e commedia senza pietismo. Con una straordinaria protagonista”, Rivista del Cinematografo, 14 marzo 2019.
«La protagonista non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con equilibrata serenità. In un mondo che “obbliga” all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza, Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione data a ciascuno e di viverla pienamente.»
Emiliano Morreale, “Dafne coraggiosa una spalla per il padre triste”, La Repubblica, 21 marzo 2019.
«L’opera seconda di Bondi, presentata alla sezione Panorama della Berlinale (dove ha vinto il premio Fipresci), è un piccolo film fatto di eventi quotidiani, che si muove sul filo rischioso della commedia drammatica riuscendo quasi sempre a mantenersi equidistante dai vezzi del cinema d’autore e dalle scorciatoie ruffiane»
Simone Emiliani “#Berlinale69 – Dafne, di Federico Bondi”, Sentieri Selvaggi, 11 febbraio 2019.
«Non sembra quindi esserci scissione tra Carolina e Dafne. Un merito ma anche un limite. Perché il film appare disequilibrato proprio perché la protagonista sembra imporre alcuni dialoghi (“L’acqua che scorre mi rilassa, te per nulla”), parla di Dio e bellezza, fa la morale al padre su vino e sigarette. Non si sa dove finisce Carolina e dove comincia Dafne. Troppe parole sono nella sua bocca»
Giulia Bona, “Dafne”, Filmidee, 28 marzo 2019
«Ci sono infiniti modi per raccontare il diverso e il regista fiorentino Federico Bondi preferisce la dimensione della normalità. Lontano da eccessi e stravaganze, il suo è uno sguardo attento, privo di pregiudizi, sovrastrutture e retorica, capace di posarsi con gentilezza sul potenziale che avvolge la quotidianità»
Critica straniera
Scott Roxborough, “Berlin: Nadav Lapid’s ‘Synonymes’ and Frederico Bondi’s ‘Dafne’ Win Critics Honors” The Hollywood Reporter, 15 febbraio 2019.
«Another star was born in Berlin with Carolina Raspanti’s effervescent performance in Dafne, playing a 35-year-old woman with Down’s syndrome who, after her mother’s sudden death, is left alone with her aging, depressive father (Antonio Piovanelli). But, determined to engage with the world, Dafne convinces her father to set off with her in a trek across the country to pay a visit to her mother’s grave. The film took the FIPRESCI honor for best film in Berlin’s Panorama sidebar».
Lee Marshall, “‘Dafne’ Berlin Review”, ScreenDaily, 10 febbraio 2019.
«There’s an impression at times that the story has been too neatly stitched around its exuberant lead actress, Carolina Raspanti, whose irrepressible personality is as much of a beacon as her hair with its lustrous red highlights»
Redmond Bacon, “Dafne (2019) Review”, Cultured Vultures, 15 febbraio 2019.
«The best thing about Dafne is how the titular character isn’t defined by her disability. For most of the film it’s just another fact of life, like having brown or blonde hair».