PRIN 2022 PNRR P2022NR9PW CUP MASTER J53D23016470001

«Lo puoi dire, non è un’offesa!»

a cura di Arianna Vergari

Introduzione

Canale

Rai Uno

Disponibile per lo streaming
Anni

2021-in produzione

Stagioni/Episodi

2 stagioni; 6 episodi a stagione

Adattamento

liberamente tratta dai romanzi di Patrizia Rinaldi: Blanca (2009); Tre, numero imperfetto (2012); Rosso Caldo (2014); La danza dei veleni. Il ritorno di Blanca (2019); Blanca e le niñas viejas (2022)

Regia

Jan Maria Michelini (st. 1 e 2: ep. 1-3); Giacomo Martelli (1° st: ep. 4-6); Michele Soavi (st. 2: ep. 4-6)

Sceneggiatura

Francesco Arlanch Mario Ruggeri, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri

Produzione

Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction

Fotografia

Alessandro Pesci

Montaggio

Alessio Doglione (st. 1 e 2: ep. 1-3); Danilo Perticara (st. 1: ep. 4-6); Davide Miele (st. 2: ep. 4-6)

Musica

Calibro 35

Cast

Maria Chiara Giannetta, Giuseppe Zeno, Enzo Paci, Pierpaolo Spollon, Michela Cescon, Stefano Dionisi, Sara Ciocca, Ugo Dighero, Chiara Baschetti, Federica Cacciola, Raffaele Esposito, Carlo Sciaccaluga, Sandra Ceccarelli, Dario Manera, Sara Garaventa, Antonio Zavatteri, Gualtiero Burzi, Fiorenza Pieri, Margareth Madè

Distribuzione

Rai Fiction

Galleria immagini

Locandina (prima stagione)

Locandina (seconda stagione)

Prima stagione

Seconda stagione

Pressbook

Prima stagione

Seconda stagione

Rappresentazioni, retoriche, stereotipi

Narrazione & personaggi

La narrazione di Blanca si muove all’incrocio tra crime drama e riflessione sulla disabilità, attraverso un personaggio che sovverte le aspettative: una giovane consulente di polizia non vedente, dotata di straordinarie capacità uditive e di decodage. La serie elabora una rappresentazione complessa, evitando una lettura semplicistica della disabilità come “mancanza”, ma insieme lasciando emergere tensioni stereotipiche, come la retorica del supereroismo (il cosiddetto supercrip). Blanca Ferrando, infatti, è tanto eccezionale quanto ironica, capace di rivendicare la propria autonomia in un contesto professionale ancora maschile e iper-razionale. La messa in scena costruisce una soggettività sensoriale originale, restituendo la “visione” di Blanca in termini acustici e onirici, attraverso spazi immersivi che traducono in immagini la sua percezione. Attorno a Blanca ruota un microcosmo di personaggi – dal commissario Liguori all’amica Stella – che contribuiscono a modulare gli sguardi sulla protagonista, oscillanti tra protezione, diffidenza, fascinazione, perversione. La serialità italiana, con Blanca, mette così in scena una detective che ridefinisce il rapporto tra femminilità, disabilità e competenza, inserendo un elemento di rottura nel panorama crime nazionale, pur senza sciogliere del tutto i nodi legati alla spettacolarizzazione della diversità.

Stereotipi & strategie di inclusione

Blanca rappresenta un terreno fertile per analizzare come una narrazione possa combinare inclusione e stereotipi. Tra le sequenze più emblematiche spicca quella che rievoca l’incidente che ha reso cieca Blanca, costruita come una sorta di “punizione” per uno sguardo trasgressivo. Parallelamente, la serie propone un dispositivo di inclusione innovativo, grazie alla rappresentazione dello sguardo soggettivo di Blanca: le sequenze in cui la protagonista ricostruisce mentalmente le scene attraverso suoni e dettagli tattili restituiscono una prospettiva non stereotipata, che rifiuta l’oscurità totale come cifra della cecità. Ulteriormente significativa è la relazione di Blanca con Stella, la sua migliore amica: attraverso videochiamate e scambi di immagini, Stella offre un “sguardo condiviso” che supporta Blanca in modo non paternalistico, incarnando una forma di solidarietà femminile che contrasta lo sguardo invasivo e voyeuristico dei sistemi di videosorveglianza, con cui Blanca viene spiata dal villain della prima stagione. Proprio questo gioco di sguardi, tra controllo maschile e sostegno femminile, rivela le tensioni della rappresentazione, alternando derive supereroistiche – con Blanca trasformata in una sorta di detective dai “superpoteri” – a momenti di autenticità inclusiva che restituiscono la sua vita quotidiana senza retorica.


L’eccesso di visione 

Blanca non è cieca dalla nascita, bensì perde la vista in seguito a un tragico incidente. La messa in scena del flashback relativo a questo evento stabilisce una connessione intensa tra lo sguardo “proibito” di Blanca bambina e la successiva punizione che subisce. Nel ricordo, vediamo Blanca avvicinarsi a una cabina sulla spiaggia, insospettita da alcuni lamenti provenienti dall’interno. Spiando attraverso la porta socchiusa, la bambina diviene testimone dell’inizio di una violenza sessuale ai danni della sorella, appartata con il fidanzato. Blanca si allontana per cercare aiuto, ma al suo ritorno trova la cabina avvolta dalle fiamme. Nel disperato tentativo di salvare la sorella, rimane gravemente ustionata, perdendo la vista, mentre la sorella muore nell’incendio. A questa menomazione, che può essere letta come una vera e propria punizione per l’eccesso di uno sguardo trasgressivo, si aggiunge un’ulteriore colpa: la giovane Blanca, sulla base di quanto aveva intravisto, accusa senza esitazione il fidanzato della sorella di aver appiccato l’incendio e causato la morte della ragazza. Tuttavia, al termine della prima stagione, dopo che l’indagine si è definitivamente chiarita, emerge che Blanca aveva ingiustamente accusato un innocente. Il suo sguardo, dunque, viene completamente delegittimato: rivelato come falso e all’origine della condanna di una persona estranea ai fatti. In questo intreccio narrativo si possono riconoscere dinamiche tipiche della rappresentazione regressiva dell’agency femminile, meccanismi già messi in luce dalle teorie femministe o, riprendendo categorie più prossime ai disability studies, la cecità di Blanca potrebbe essere interpretata come la conseguenza di un elemento esterno, quasi una maledizione o una vendetta soprannaturale derivante dalla trasgressione di un divieto, come nel caso dell’aver osservato qualcosa di proibito.


Lo sguardo di Blanca

La particolarità estetico-produttiva della serie risiede in una dimensione visionaria piuttosto inusuale per una produzione Rai. Blanca riesce a ricostruire mentalmente alcune scene a partire dai suoni, in particolare dal rumore della pioggia. Attraverso l’espediente di una stanza buia, all’interno della quale oggetti e persone emergono in modo onirico, la serie restituisce una percezione soggettiva della protagonista, configurando una vera e propria forma di visione interiore. Il cinema tradizionalmente tende ad appropriarsi dell’esperienza visiva delle persone cieche rappresentandola come totale oscurità o come visione sfocata, in linea con uno sguardo normativo (bianco, maschile, eterosessuale e abile) che finisce per rafforzare il proprio dominio. Blanca, invece, sembra riabilitare il proprio “sguardo cieco”, rappresentato come vivido, colorato e pop. Queste sequenze, immergendoci nella sua prospettiva, le restituiscono un’agency originale, lontana da qualsiasi stereotipo ricorrente sulla cecità.

Conversazioni

Intervista all’attrice Maria Chiara Giannetta, in occasione dell’uscita della seconda stagione di Blanca, tra evoluzioni del personaggio e nuove sfide (Rai, 2 ottobre 2023).

Guarda il video

Intervista all’attore Pierpaolo Spollon, in occasione dell’uscita della seconda stagione di Blanca, in cui il personaggio Nanni dovrà “rinascere dalle ceneri” (Rai, 4 ottobre 2023).

Guarda il video

Giulia Bertollini intervista il regista Jan Michelini e l’attore Giuseppe Zeno, sugli sconvolgimenti che riguardano non solo Blanca ma anche gli altri personaggi che le ruotano intorno (SuperGuidaTv, 2 ottobre 2023).

Processi produttivi e retoriche promozionali

Strategie produttive

l costo complessivo di produzione della prima stagione di Blanca è stato di 11.067.542,97 euro, mentre di 13.450.653,10 euro per la seconda stagione.
L’analisi delle scelte produttive di Blanca rivela come le strategie di Rai Fiction, in sinergia con Lux Vide, siano state orientate a coniugare obiettivi di inclusione con un racconto popolare di ampio respiro, capace di intercettare le sensibilità del pubblico generalista e di affacciarsi al mercato internazionale. Le dichiarazioni della direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, sottolineano come la serie incarni la missione della cosiddetta “Fabbrica delle Storie” della Rai, puntando a integrare la dimensione della disabilità come risorsa narrativa in un’ottica di normalizzazione e rappresentazione inclusiva. La dimensione di “normalità fluida” evocata dal servizio pubblico, però, rischia di rimanere solo a livello di enunciazione, mentre sul piano narrativo Blanca viene costruita come una figura “speciale” grazie a sensi potenziati che la rendono funzionale alla logica del crime, in continuità con stereotipi radicati nel racconto seriale italiano.

In termini industriali, Lux Vide ha rivendicato con forza la vocazione innovativa e internazionale di Blanca, attraverso l’adozione di tecniche registiche sperimentali, colonne sonore incisive e un’estetica vivace e pop. Inoltre, Lux Vide ha realizzato la prima produzione televisiva al mondo a sperimentare l’olofonia, una tecnologia di registrazione che riproduce i suoni in modo simile alla percezione naturale dell’orecchio umano. Per valorizzare questa scelta innovativa, la serie ha potuto contare sulla consulenza artistica del Maestro Andrea Bocelli.
Questi elementi mirano a rendere la serie esportabile all’estero, come dimostrano le vendite in Francia e Spagna, ma contribuiscono anche a rafforzare un modello narrativo in cui la diversità viene spettacolarizzata e resa “eccezionale” per risultare appetibile, senza interrogare criticamente le barriere sociali e culturali che definiscono la disabilità nella realtà.

Il successo di pubblico – oltre 4,4 milioni di spettatori e picchi di share superiori al 30% nella seconda stagione – conferma comunque la solidità di un modello produttivo che mescola tensione poliziesca, momenti romantici e commedia leggera, e che si propone di integrare l’inclusione come elemento strutturale del racconto mainstream. Ma proprio questa formula, di forte appeal generalista, rischia di neutralizzare qualsiasi discorso più radicale sulla disabilità, limitandosi a rappresentarla in termini rassicuranti e “accettabili”.

Retoriche promozionali

L’apparato comunicativo costruito intorno a Blanca mette in luce una retorica profondamente ambivalente, che oscilla tra l’esaltazione della protagonista come “supereroina” e la sua descrizione come figura “normale” inserita in un contesto quotidiano. Già nella conferenza stampa di lancio (novembre 2021), Luca Bernabei parlava di Blanca come “un piccolo supereroe”, capace di trasformare la disabilità in una risorsa vincente. Allo stesso modo, il pressbook Rai insiste sulla retorica del superpotere sensoriale che permette alla protagonista di contribuire in modo eccezionale alle indagini: “Blanca diventa preziosa grazie ai suoi superpoteri”.

Questa narrazione, apparentemente positiva, rischia tuttavia di riprodurre stereotipi riconducibili alla figura del supercrip, secondo cui la disabilità è accettabile solo se associata a capacità straordinarie. Un esempio emblematico di questa retorica è emerso nella quarta serata del Festival di Sanremo 2022, quando l’attrice Maria Chiara Giannetta (interprete di Blanca) ha invitato sul palco cinque persone cieche definite “Guardiani” o “Angeli”, riconoscendo loro un ruolo di supporto alla costruzione del personaggio. Tuttavia, queste persone non hanno avuto possibilità di parlare in prima persona, mentre il monologo restava in mano all’attrice, che le ha ritratte come esempi di umanità straordinaria e coraggio. Una rappresentazione paternalistica e sentimentalista che rischia di infantilizzare i soggetti coinvolti, nonostante la serie provi in parte a contrastare tali derive grazie a una protagonista ironica e consapevole.

Conversazioni

Laura Squillaci intervista il Maestro Andrea Bocelli, consulente artistico della serie, e la protagonista Maria Chiara Giannetta, che interpreta la poliziotta ipovedente (RaiNews, 7 settembre 2021).

Guarda il video

“Blanca, come si sviluppa una serie TV su un territorio”, Comunicato Stampa della Genova Liguria Film Commission, 14 dicembre 2021.

«Per noi di Genova Liguria Film Commission è stata una grande prova operativa durata 18 mesi, gestita quotidianamente. 28 giorni di sopralluoghi, 60 location ispezionate, 5 settimane di riprese realizzate da una troupe di 70 persone, 2000 giornate di lavoro e 1500 notti d’albergo. Molti i professionisti e i fornitori liguri coinvolti nella produzione […] Il successo di Blanca è la dimostrazione di come la nostra Liguria riesca ad attrarre fiction importanti perché è un set cinematografico naturale – afferma l’assessore alla Cultura e allo Spettacolo di Regione Liguria Ilaria Cavo – perché ha luoghi che sanno essere attrattivi, perché ha un’organizzazione e una rete territoriale che crede nella cinematografia, ma anche perché ha investito con finanziamenti mirati a supporto delle produzioni. È stato dunque importante il binomio cultura-impresa. Aggiungo che la buona riuscita di questa fiction in particolare, non solo valorizza un territorio, ma assume anche un importante valore sociale: la cultura si sposa con un grande messaggio di inclusione».

Leggi l’articolo

Circolazione e ricezione

Circolazione

Blanca è stata trasmessa in prima visione su Rai 1: la prima stagione dal 22 novembre al 21 dicembre 2021, la seconda dal 5 ottobre al 9 novembre 2023. Il 6 Settembre 2021 è stata presentata alla 78° Mostra Internazionale D’arte Cinematografica di Venezia, mentre i primi due episodi della seconda stagione sono usciti in anteprima su RaiPlay il 20 novembre 2021. RaiPlay, come spiega Grasso sul Corriere della Sera, si conferma piattaforma strategica: “il primo episodio ha raccolto, in un paio di settimane, un ascolto on demand davvero rilevante: oltre 1,1 milioni di stream e un ascolto medio di quasi mezzo milione di individui. Si tratta di un ascolto «incrementale» rispetto a quello (4 milioni di spettatori, 23,2% di share) raggiunto col primo episodio in onda, il 5 ottobre, su Rai1”. Se l’ultima puntata della seconda stagione è stata vista da 4.439.000 spettatori pari al 24.3% di share, l’ultima puntata della prima stagione aveva segna un record stagionale con 5 milioni 672 mila telespettatori e il 26 per cento di share. Le prime due stagioni sono interamente disponibili sia su RaiPlay che su Netflix.  

Dopo il successo in Italia, la serie è stata distribuita anche in Spagna su Telecinco (agosto 2022) e in Francia (M6, gennaio 2023) oltre che nel Québec su Addik.

Il 27 giugno 2025 è stata presentata in anteprima all’Italian Global Series Festival la terza stagione della serie che andrà in onda su Rai Uno nell’autunno 2025.

Ricezione

La serie Blanca ha riscosso un ampio consenso da parte del pubblico italiano e ha ottenuto valutazioni complessivamente positive dalla critica. Molte recensioni, come quella di Moccagatta su FilmTv o Carelli su Domani, convergono nel descrivere Blanca come una serie che riesce a coniugare la struttura classica del procedural con un’inedita rappresentazione della disabilità. La protagonista è tratteggiata come una figura forte, ironica e solare, che rifiuta ogni forma di autocommiserazione per affrontare la vita con grinta, determinazione e un certo umorismo. Blanca non viene presentata come vittima né come eroina dotata di poteri sovrumani: il suo “superpotere” è una sensibilità affinata e credibile, in particolare nell’uso dell’udito, che si integra con tecniche di profiling più convenzionali. 

In termini di audience, il successo è stato evidente: con una media superiore ai 5 milioni di spettatori a episodio, la serie ha conquistato sia l’affezione popolare che la fascia dei giovanissimi, grazie anche all’effetto empatico del cane Linneo, elemento centrale della narrazione e icona affettiva della serie. 

Poche le opinioni più critiche, come quella di Dondi sull’Espresso, che riconoscono a Blanca il merito di aver portato la disabilità al centro della narrazione, ma con il rischio di scivolare nel “superpotere forzato”, ovvero una narrazione in cui la disabilità viene trasformata in una forma di eccezionalismo utile alla fiction, ma poco realistica rispetto alla vita quotidiana di chi vive davvero quella condizione. Dal punto di vista produttivo e territoriale, molte recensioni sottolineano l’impatto positivo della serie sulla città di Genova, sede principale delle riprese e autentica coprotagonista. Tuttavia, nessuno degli articoli analizzati si sofferma su quanto la città sia rappresentata come realmente accessibile o inclusiva nei confronti di una persona non vedente.


Premi e Festival

Blanca ha ricevuto il DQ Craft Award come produzione “tra le più innovative a livello globale” durante i C21 International Drama Awards nel dicembre 2021. Nel 2022, Maria Chiara Giannetta ha vinto il Nastro d’Argento come Miglior attrice protagonista in una grande serie per la sua interpretazione in Blanca e per lo stesso ruolo nel 2024 ha ricevuto il Ciak d’oro come Miglior attrice italiana in una serie TV.

Critica italiana e straniera

Critica italiana 

Rocco Moccagatta, “Una di molte donne”, FilmTv 15 gennaio 2022

«Blanca è, infatti, cieca […], ma non si autocommisera, piuttosto morde la vita e se la cuce addosso […]. Quindi, Blanca è un procedurale, di quelli in cui il profiler di turno sa trasformare il suo handicap in una risorsa imprevista, anzi quasi un superpotere, qui una straordinaria acutezza degli altri sensi (l’udito, in particolare) spesso risolutiva nelle indagini». 

Leggi l’articolo

Paolo Carelli, “Blanca non è la solita fiction: per questo piace così tanto”, Domani, 2 novembre 2023.

«Con un ascolto medio che si aggira stabilmente intorno ai quattro milioni di spettatori, la serie tv Blanca è uno dei fenomeni televisivi più interessanti di questo scorcio di stagione. Seppur senza riuscire, per il momento, a raggiungere gli ascolti del fortunato esordio dell’autunno di due anni fa, quando sfiorò i sei milioni per l’episodio finale della prima stagione, la serie (di nuovo in onda dal 5 ottobre scorso con la seconda stagione) si conferma nella sua capacità di generare discorsi, di stimolare empatia e affettività verso i personaggi, di consentire a Raiuno di vincere agevolmente la serata del giovedì. […] Insomma, Blanca ha tutti i tasselli della fiction targata Rai al posto giusto. Eppure, nell’insieme, spicca per essere una serie di rottura, capace di innovazioni profonde, tanto sul piano produttivo quanto su quello estetico e narrativo […] In primo luogo, la serie affronta il tema della disabilità fisica da una prospettiva che rifugge il sentimentalismo. […] Non c’è nulla di compassionevole nella disabilità di Blanca; non siamo di fronte a una “diversità” che si surroga attraverso improbabili “superpoteri”, ma piuttosto a un inedito mix di istinto e razionalità, di sensorialità aumentata e metodi tradizionali da profiler da serialità internazionale».

Leggi l’articolo

Beatrice Dondi, “Blanca e la disabilità costretta al superpotere”, L’espresso, 6 dicembre 2021.

«Come (troppo) spesso accade, la disabilità si infila nel piccolo schermo con un gioco rigoroso di scambio. Ti mostro con piacere le avventure di un personaggio non vedente o autistico o in carrozzina o psichicamente instabile. Ma a patto che abbia almeno una dote eccezionale, sennò non vale. Nel caso di Blanca si tratta dell’udito, grazie al quale sente cose che noi umani non riusciremmo mai a percepire e che le permettono di risolvere casi intricati, a sfondo sociale, bambini disagiati, donne uccise, diritti mancati e altre belle storie colorate di giallo».

Leggi l’articolo